Brescia capoccia: secondo posto frutto dei ritrovati gol di testa

Quattro nelle prime quattro, tre nelle ultime due. Sono i gol dell’Union Brescia realizzati di testa. Sette delle ventotto reti, cioè un quarto esatto, fin qui messe a segno da Balestrero e compagni arrivano dall’alto. Una buona, buonissima abitudine che i biancazzurri avevano scordato da ben quattordici match e che l’arrivo di Eugenio Corini sulla panchina ha riportato in auge.
Gli infortuni
Anche se «scordare» non è forse il verbo più adatto per giustificare tale digiuno. Un digiuno che ha invece una chiara, almeno in parte, giustificazione: l’emergenza infortuni che sta decimando la rosa a disposizione del tecnico di Bagnolo Mella (e prima di lui, anche di Aimo Diana) e che perdura ormai da tre mesi, ha riguardato da subito un reparto in particolare, l’attacco. Sono infatti finiti in infermeria, quasi in contemporanea, tutti i pezzi grossi dell’artiglieria offensiva, privando di fatto la squadra di una fondamentale impostazione tattica delle giocate e dello sviluppo del gioco di una formazione che, schierata con il 3-5-2, poggiava sovente sugli esterni e sui cross che le punte, forti fisicamente, potevano capitalizzare al meglio.
I protagonisti

Anche, e soprattutto parlando di Tommy Maistrello, con precise incornate: il 32enne emiliano ha infatti timbrato in tal modo tre delle sue quattro segnature in campionato, oltre a quella con le Dolomiti Bellunesi nel primo turno di Coppa Italia, capocciata vincente che rappresenta anche il primo gol ufficiale della storia dell’Union. Così come tre delle quattro segnature con Trento, Pro Vercelli e Renate (alla seconda, terza e quarta giornata) arrivate da stacchi aerei portano la sua firma; completa il lotto iniziale Mercati, subito in gol all’esordio con questi colori (con la Pro Vercelli) grazie alla zuccata vincente sul cross di Balestrero.
Filo ripreso
Ora, come detto, il Brescia è tornato ad usare la testa. E l’ha fatto con...testa. Perché, essendo ancora in piena emergenza numerica, in special modo là davanti, ha capito di mettere più convinzione nello sfruttare questa particolare soluzione.
E così, anche senza granatieri e protagonisti del ruolo, sono saliti in cattedra i tanto attesi difensori: prima Silvestri (splendida la sua frustata in pieno recupero con l’Inter Under 23, anticipata dalla prova generale in Coppa a San Benedetto del Tronto) e poi Rizzo e Boci nel blitz di domenica scorsa con l’Arzignano – dove sempre Silvestri di testa aveva sfiorato inizialmente il bersaglio grosso – hanno ripristinato la consuetudine delle prime giornate.
Le palle inattive
E c’è un dato in più che balza all’occhio: nessuna delle prime quattro reti suddette è scaturita da palla inattiva a differenza di due delle tre messe a segno negli ultimi 180’ dove l'assist per Silvestri è arrivato su palla d’angolo messa a centro area da De Maria mentre quello per Rizzo da una punizione, calciata magistralmente dallo stesso ex Giana.
«Stiamo lavorando parecchio sulle palle inattive offensive – ha affermato mister Corini nel post match con i vicentini – Serve crederci, serve convinzione. E io tengo particolarmente a questo aspetto». Serve testa per ritrovare la testa. Una buona, buonissima abitudine da conservare.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.


































