Attrazione fatale: il Brescia vola grazie all’effetto Corini

C’è o non c’è: come in ogni buon rapporto che prevede scambi umani, la chimica fa tanto. E i risultati, se i suddetti scambi umani si concretizzano nel calcio, fanno anche di più. Chimica e risultati: quella tra l’Union Brescia ed Eugenio Corini è stata come un’attrazione fatale. In quanto tale, difficile da motivare: è più che altro da assaporare e vivere. Godendone: il tre su tre, d’altronde, è libidine allo stato puro. Una vittoria più miracolosa dell’altra.
Quella con la Dolomiti Bellunesi ha acceso la scintilla, quella con l’Inter U23 l’ha alimentata, quella con l’Arzignano con una rimonta insperata ha ufficialmente riportato ad alta temperatura aspettative e l’entusiasmo. Che sotto i colpi del micidiale stillicidio di infortuni si erano in qualche modo appannati, offuscati. Ora è di nuovo tana libera tutto e tutti. Mister Corini, intanto, ha fatto tana alla squadra sulla quale, come sempre avviene quando si verifica un avvicendamento di guida tecnica, si riversa maggiormente la responsabilità.
La chiamata
Il gruppo lo ha compreso e ha risposto da subito alla chiamata dell’allenatore di Bagnolo Mella, arrivato al comando dell’Union dotato dalla società con la forza e la fiducia necessarie. Anche questo, come avevamo già avuto modo di annotare, ha fatto da subito la differenza. E anche questo è stato opportunamente recepito dalla squadra: con Corini non è cambiato solo un allenatore, ma anche l’orizzonte. E chi vuol continuare a guardare quello del Brescia deve adattarsi perché il tecnico è destinato a imprimere la propria firma su molte scelte di accompagnamento alla crescita di tutta la dimensione Union.
Concetti e mentalità
Innanzitutto però Corini la sua firma la sta imponendo a livello di concetti e mentalità. Vuole una squadra che, rabberciata o meno, per natura mandi sempre e comunque subito chiaro il segnale di voler comandare. Anche durante primi tempi che si stanno rivelando sistematicamente di studio (ma col tempo e con i giocatori si dovrà vedere anche più spensieratezza nel provare a uscire dall’ordine costituito) per poi salire alla distanza. Sulla scorta di una mentalità forgiata per essere sempre attaccati a una partita che si può vincere in qualsiasi momento, foss’anche l’ultimo.
In attesa di poter lavorare anche sulla qualità del gioco, cosa che sarà possibile fare con un adeguato numero (e livello...) di pedine a disposizione, Corini dunque ha lavorato e lavora su principi e durezza mentale. Ingredienti che come ben sappiamo sono stati alla base della sua cavalcata promozione in salsa Brescia. Nel presente, il tecnico sta dimostrando di poter essere, o di esserlo già, quello giusto al posto giusto e nel momento giusto.
Il gruppo
Ridendo, scherzando e soprattutto soffrendo – tenendo durissimo – l’Union s’è riportata al secondo posto. Rivedersi là in alto, avendo preso anche due punti al Vicenza (fa morale) è molto più che una ricompensa per chi è come se stesse scalando l’Everest in infradito, tale e grande è l’emergenza infortuni. Se si è riusciti ad arrampicarsi lassù pur dovendo ricorrere a soluzioni sperimentali e creative, chissà con qualche freccia in più da scagliare cosa potrà succedere: è sostanzialmente questo il pensiero del quale i Corini’s si nutrono per ingrassare l’autostima e il «super io».
Anzi: il «super noi». Quel che di nuovo l’allenatore ha portato, è anche l’incidenza dei difensori. Se la solidità della retroguardia – che concede poco o nulla a chicchessia e in qualsiasi condizione – non è una novità bensì la costante assoluta da inizio stagione (perlopiù quelli pagati sono stati errori dei singoli, rarissimamente di sistema), non sono un caso i gol di Silvestri (a segno con l’Inter e che poi ci ha provato e ci è quasi riuscito anche ad Arzignano), di Rizzo e di Boci. Tre capocciate d’autore in coda alle ultime due partite a disegnare non solo i risultati finali, ma anche a sbloccare una nuova attitudine e a consentire a tutti di poter credere di arrivare a essere l’eroe per un giorno di turno. Chimica e risultati. Per ora, cosa volere di più?
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