Union Brescia, primato coi fiocchi in attesa di un salto su tutta la linea

L’en plein dei biancazzurri maturi dà energia pur nel bisogno di diventare meno episodici
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

La gioia dei giocatori dell'Union Brescia primi in classifica a punteggio pieno @new reporter - Pasotti
La gioia dei giocatori dell'Union Brescia primi in classifica a punteggio pieno @new reporter - Pasotti

Quella linea tra rischiare troppo e osare poco che l’Union Brescia rende totalmente invisibile alla luce dei fatti di classifica: 9 punti su 9, 5 gol fatti e uno subito, due gare di fila senza farsi infilzare. Primato (condiviso con il Cittadella, anche nel saldo delle reti) che non fa un plissé, come si voleva e come si chiedeva. I biancazzurri hanno preso tutte le coincidenze previste dalle prime tappe del loro piano di viaggio. Appagante e incoraggiante per i 6.295 che a oggi hanno deciso di investire nelle ambizioni dell’Union Brescia sottoscrivendo l’abbonamento.

E sul carro dei fedelissimi ci sarà tempo per salire fino al 16 settembre: da qui a quella data, con l’eccezione di domenica 13, sarà possibile farlo fisicamente allo store dello stadio (dalle 14 alle 16) oppure in qualsiasi momento online su Vivaticket. Obiettivo, arrivare almeno a sfiorare quota 7.000 ed essere in linea numerica con la passata stagione anche se i tesseramenti per questa stagione valgono di più: chi ha rinnovato o si è unito, lo ha fatto per coinvolgimento e non per una questione d’orgoglio come 365 giorni fa.

Il compromesso da ricercare

L'allenatore dell'Union Brescia Eugenio Corini   perteghella@newreporter
L'allenatore dell'Union Brescia Eugenio Corini perteghella@newreporter

Sforzi e risultati vanno riconosciuti e festeggiati. D’altro canto, va anche ammesso che sulla spiaggia dell’en plein, il Brescia non è comodamente arrivato a bordo di un van o scarrozzato da un auto con conducente e stuzzichini a bordo. Tutto sudato. Abbondantemente e anche evitabilmente. E si torna allora a quella linea sottile tra il rischiare troppo e l’osare poco: ciò che viene imputato a questo primo Brescia di stagione.

Va sottolineato appunto: è ancora un primo Brescia, in una fase di rodaggio in cui qualcosa va concesso e che il bicchiere va visto per quello che è: pieno. Di punti. Che sono un grande scudo e una grande colla per sigillare consapevolezza, unità d’intenti, voglia e bisogno di migliorare e compiere quegli step che mancano. E osare un po’ di più, svestirsi di più in talune circostanze, è tra questi.

Vivere sull’episodio. Vincere col musetto davanti di un centimetro vale come farlo per distacco assoluto però è sempre questione di trovare il giusto compromesso

Il Brescia delle due vittorie con Pergolettese e Desenzano, quindi a parte l’avvolgente esordio con il Carpi, se da un lato, quello difensivo, dà sempre certezze di solidità, dall’altro – quello della fase di possesso – dà ancora l’idea di vivere troppo sull’episodio esponendosi per il resto a rischi non eccessivi, ma certamente evitabili, non tanto dovuti alle capacità degli avversari, ma semmai perché agli avversari si concede la grazia di rimanere sempre vivi e in partita prendendosi qualche pausa di troppo come insistendo su uno spartito tattico unico e spesso conservativo, proprio come nel finale col Desenzano che ha trovato il coraggio dentro la sopraggiunta passività dei biancazzurri (oltre che dalle mosse di Gaburro) o come anche a Crema. E questo fa storcere ad alcuni il naso nei confronti della massima linearità di Corini rispetto alla scelta, a esempio, di non considerare le due punte.

Il tutto anche in rapporto alle potenzialità della squadra e alle svariate combinazioni possibili. Domenica andava chiusa così come la settimana precedente l’approccio andava diversamente interpretato. Corini però lo conosciamo: per lui c’è un tempo nel quale consolidare le certezze e la maturità e un altro nel quale cercare il di più.

Il fatto è che da grandi poteri e grandi aspettative derivano grandi pressioni e richieste. È solo che non si vede l’ora e si morde il freno: anche rispetto all’estetica e al desiderio di un Brescia più armonico che sappia consolidare per tempo il predominio di cui è capace. Nel frattempo comunque si vince, ci si convince e si macina fieno. E, soprattutto, si indirizza una stagione.

Marras e gli altri: il punto

Quanto accaduto a Manuel Marras agli sgoccioli della partita col Desenzano, ha richiamato alla memoria quanto accadde circa un anno fa (era ottobre) a Davide Guglielmotti. Giocatori e infortuni diversi come per fortuna ben diverse saranno le tempistiche del recupero. Il rimando temporale è in riferimento alle circostanze. Allora, Guglielmotti nella gara casalinga contro la Pergolettese era alla prima chiamata dopo aver smaltito i postumi di un infortunio muscolare al bicipite femorale.

Partiva dalla panchina da dove Aimo Diana lo fece alzare al 63’ per provare a forzare una gara che era inchiodata sullo 0-0 (così sarebbe anche finita): 10’ dopo l’esterno destro si ruppe il crociato. Domenica sera Marras era invece in panchina dopo aver patito un fastidio in occasione della partita di Coppa Italia contro la Giana. Il suo forfait totale era dato praticamente per certo, ma poi gli esami strumentali non avevano evidenziato lesioni. Si trattava solo di un affaticamento.

Sicché, dopo aver interpellato il giocatore, si è deciso di convocarlo pur non facendolo partire titolare. Eugenio Corini lo ha buttato nella mischia al 62’ per provare a chiudere una contesa già sbloccata, ma non al sicuro: tempo di qualche giocata illuminata, che quasi allo scadere Marras si è bloccato.

Manuel Marras è uscito infortunato dalla partita contro il Desenzano
Manuel Marras è uscito infortunato dalla partita contro il Desenzano

Per uscire dal campo vistosamente zoppicante. Uno stiramento è già certo: oggi gli esami medici stabiliranno l’entità. Se un anno fa Diana si sentì in colpa per aver forzato Guglielmotti, Corini a precisa domanda ha risposto: «Non mi sono pentito di aver chiamato in causa Manuel perché abbiamo ottenuto i tre punti, il rischio era calcolato». E lo stesso trapela dal quartier generale dell’Union Brescia.

Resta però amarezza e da fuori è inevitabile interrogarsi sulla necessità di forzare su un giocatore molto generoso (la passata stagione diede la disponibilità a giocare i play off pur «su una gamba sola», da stirato) che non avendo mai patito guai muscolari in carriera pur essendo un over non ha una così profonda conoscenza dei suoi limiti. A maggior ragione – pure se Marras ha caratteristiche non replicabili – dato che le alternative non mancano. Ora l’auspicio è che lo stop sia contenuto.

Altra situazione da monitorare è quella di Rizzo, sostituito per aver rimediato una contusione al piede. Per la trasferta di Trento (ieri vincente 1-0 al 95’ col Lecco) è recuperabile Mallamo, ma ogni decisione verrà presa anche in ragione del fatto che poi settimana prossima ci sarà il primo infrasettimanale (giovedì 17 col Treviso).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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