La gragnola di infortuni di un anno fa è un ricordo così fresco da indurre un fremito dopo ogni nuovo stop. È così anche per Manuel Marras, che dopo aver messo in discesa la sfida con la Giana Erminio con un gol e un assist ha dovuto lasciare il campo per un dolorino. Corini a caldo ha riferito ciò che l’ex Reggiana gli aveva appena comunicato: «Mi sono fermato in tempo».
L’impressione è che sia così, nel senso che non si temono stop particolarmente lunghi. Prevale però la massima cautela. Oggi sono in programma gli esami che faranno definitivamente luce sull’entità del problema. Ieri Marras avvertiva ancora un po’ di fastidio. È assai probabile, anche per una semplice questione di vicinanza temporale tra le due gare, che venga tenuto a riposo nel derby con il Desenzano. Poi si vedrà, in base pure al responso odierno.
L’alternativa

Non c’è alcuna voglia di rischiare, anche perché, accantonando i traumi del passato, i ricambi a disposizione di Corini offrono tutte le garanzie del caso. In questo momento c’è un nome in pole, che è quello di Alessandro Lamesta. In Coppa Italia ha giocato in mediana, ma viene considerato perfettamente adatto anche per la trequarti. Giocherà spesso lì, soprattutto dopo l’arrivo di Frigerio.
Con la Giana sono arrivate le solite risposte confortanti: grande mobilità tattica, corsa e qualità, e in più l’assist proprio per Marras prima che si infortunasse. Offre soluzioni diverse rispetto a Manuel: meno ricami, più inserimenti e dinamismo. Con Rizzo Pinna può formare una bella coppia proprio per l’eterogeneità di caratteristiche che mettono al servizio di Crespi. È il vero dodicesimo di questa squadra, una riserva di lusso, e probabilmente già questa domenica avrà l’occasione di ribadire la propria importanza.
Il rientrante

Nel gioco delle coppie di Corini, se Lamesta è il vice Marras, Di Molfetta lo è di Rizzo Pinna. Nel suo caso il discorso è molto più complesso, perché alle spalle ha un intervento chirurgico e un recupero lungo e travagliato. Lui stesso l’ha definito «un calvario», e non è un’iperbole. Proprio per questo il gol con la Giana è un gran bel segnale. C’è ancora molto lavoro da fare per avvicinarsi a una condizione che lo porti al livello degli altri.
Però già adesso può essere una risorsa: uno con la sua qualità, in un contesto che nel frattempo ha elevato il proprio tasso tecnico, è in grado di divertirsi e incidere, forse (e paradossalmente) più di quanto lo facesse prima. Per il momento con il contagocce, e senza la centralità che aveva lo scorso anno. Ma un’arma così a gara in corso, soprattutto in partite bloccate (non a caso è tornato in campo a Crema), è un lusso che non tutti si possono permettere.




