Quei venticinque minuti «l’hanno un po’ sporcata». Eugenio Corini lo dice con una punta d’amarezza, ben sapendo che il risultato rotondo del suo Brescia è figlio di un’ora «di ottimo livello», e non di certo di quell’improvviso blackout che ha consentito alla Giana di riaprirla. «È importante aver ritrovato equilibrio dopo il loro secondo gol: la prodezza di Crespi ci ha oggettivamente reso più facile il finale, poi siamo stati bravi a chiuderla con Casasola».
L’infortunio di Marras

Il vero tema di questa gara riguarda però le condizioni di Marras, che si è fermato a fine primo tempo dopo aver avvertito un dolore muscolare. «Lui dice di averlo fatto in tempo e di aver sentito un crampo – giura l’allenatore –. Tra quarantott’ore potremo fare un’analisi più attenta. Da parte nostra c’è la massima cautela, ma proveremo a recuperarlo per il Desenzano». Il primo derby della stagione: «L’anno scorso l’entusiasmo delle bresciane ci ha impedito di ottenere i risultati che volevamo, ora dobbiamo dimostrare di aver imparato quella lezione».

Corini ha una buona parola per tutti. Non vuol sentire parlare di seconde linee («per me sono tutti titolari»), saluta l’arrivo di Frigerio («uno che copre bene il campo e vede la porta») e dispensa carezze a Di Molfetta, dopo quella che gli ha regalato in campo a fine primo tempo: «È un ragazzo molto sensibile, so quanto ha sofferto in questo periodo e si meritava questa soddisfazione».
Il trequartista

Al diretto interessato non sfugge un dettaglio: «Dopo l’abbraccio, in campo, mi ha chiamato “ragazzo”. Lo prendo come un complimento (ride, ndr)». Di Molfetta ha voglia di sorridere dopo quello che lui stesso definisce «un calvario, che solo chi mi è stato accanto sa quanto sia stato complicato affrontare». Mesi e mesi di riabilitazione per un problema al ginocchio che l’aveva costretto a finire sotto i ferri: «Ora mi sento più forte mentalmente. So bene di essere ancora lontano dalla mia miglior forma, c’è ancora tanto lavoro da fare. Il gol mi rende felice, anche se m’interessava soprattutto aiutare la squadra e mettere minuti nelle gambe».



