Brescia, c’è la ciliegina Frigerio per un mercato inappuntabile

Il centrocampista arriva dal Sudtirol: Hergheligiu al Vado, Vido a Monopoli. Una sessione condotta con lode dal diesse Ferretti, che cementa la propria credibilità, in sinergia con Mauro Pederzoli
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Mauro Pederzoli e Andrea Ferretti - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Mauro Pederzoli e Andrea Ferretti - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

La torta com’è? Buona. E la ciliegina? Eccola. Sottoforma di un 2X1 che l’Union Brescia ha inseguito e perseguito: due cessioni che erano necessarie – Denis Hergheligiu che si è accasato al Vado, Luca Vido che alla fine ha scelto (c’è stato bisogno di convincerlo) per il prestito al Monopoli – e un innesto che in questo caso non era necessario. Ed è proprio per questo che vale doppio: è quel «di più» che gasa e che ribadisce che quello dell’Union Brescia è un vero grido di battaglia.

L’ultimo innesto

Marco Frigerio, qui con la maglia del Lecco (da Instagram)
Marco Frigerio, qui con la maglia del Lecco (da Instagram)

Dal Sudtirol, con la formula del prestito con obbligo di riscatto in caso di serie B è arrivato il centrocampista – mezz’ala o mediano – Marco Frigerio che era già nel mirino da giorni. Che tuttavia in prima battuta aveva risposto di voler attendere una chiamata dalla cadetteria, ma che poi come spesso accade ha cambiato idea. Anche colpito dalla ferrea volontà del Brescia di averlo. Il 2001 scuola Milan si è formato al Lecco e in Alto Adige è stato protagonista negli ultimi mesi della passata stagione con 20 presenze. Era un pallino del diesse dell’Union Andrea Ferretti che lo inseguiva da tre anni: «Volevamo completare il centrocampo con un giocatore di spessore: lo abbiamo davvero inseguito a lungo...». Ieri c’è stato un attimo in cui Nicola Pasini è stato molto vicino all’Ospitaletto: alla fine l’Union ci ha ripensato e ha deciso di tenere il difensore.

Il bilancio

È oggettivamente un mercato con lode quello condotto dal direttore sportivo – che ha cementato la propria credibilità – Andrea Ferretti. Il tutto, in condivisione col responsabile dell’area tecnica Mauro Pederzoli. I quali, a tempo di record, hanno trovato una sinergia e un modo di mettere in atto un patto di rispetto pieno e totale dei ruoli, con una rispettiva riconoscibilità nei loro ambiti, che non era affatto scontata. La constatazione deriva proprio dall’osservazione dei fatti di mercato. Torna tutto: la lista, la qualità, le opzioni, le alternative, la linearità. In una rosa piena di giocatori multiutility che possono ruotare in più posizioni e che consentono a Eugenio Corini sfumature adottabili di volta in volta per declinare in maniera differente il suo 3-4-2-1 d’ordinanza. Era un rosa già all’altezza dei grandi sogni che la casa biancazzurra ha.

Ora la palla è nelle mani di Corini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Ora la palla è nelle mani di Corini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Le scelte

E va dato alla società di aver operato con le idee molto chiare e la convinzione di andare subito su quelle che erano state battezzate primissime scelte: Andrea Rizzo Pinna e Tiago Casasola. Senza scordare gli investimenti di prospettiva su Valerio Crespi e Alessandro Mallamo a titolo definitivo. Il club ha anche patrimonializzato e dunque costruito. Senza spese pazze perché il budget a disposizione per l’allestimento della rosa è rimasto in linea con quello della passata stagione: quindi, spendere bene e essere certi di ciò che si voleva fare era a maggior ragione è essenziale.

Adesso, ma non da adesso, la palla è nei piedi di Eugenio Corini. Fin qui, tutti sono stati coerenti sull’asse parole-fatti. Pasini ha «ordinato» la vittoria del campionato e ha poi messo i suoi uomini nelle condizioni di poter effettuare le scelte più corrette. I suoi uomini hanno raccolto la sfida entrando «a piedi uniti» sugli obiettivi. L’allenatore ha raccolto la sfida. L’ha trasmessa ai suoi giocatori e sono entrati in cascina i primi sei punti della stagione. Siamo però solo all’inizio e la partita più importante, da qui alla fine, sarà sempre la prossima.

Così per altre 36 volte. E ogni volta tutto sarà sempre da dimostrare: «Siamo molto soddisfatti di questa sessione di mercato. Rispetto allo scorso anno – le parole di Ferretti, che ha cementato la propria credibilità – abbiamo deciso di prendere pochi giocatori, ma funzionali e soprattutto che alzassero il livello di una squadra a nostro avviso già competitiva. Ora la palla passa al rettangolo verde, ci sono tutti i presupposti per raggiungere il nostro obiettivo». Perché se la carta canta, è sul campo che è scritto tutto. Ci basterà poter leggere una sola lettera: la B. Non si può sbagliare. Si può solo correre.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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