Dallo choc alla gioia: davanti a Guardiola il Brescia soffre e vince

Macché biscottini col té delle 5... Con la Pro Patria c’è stato da masticare il pane duro. Per fortuna con sopra burro e zucchero portati dall’eccezionale presenza di Pep Guardiola a Mompiano: le pene patite per arrivare a metterci sopra la marmellata dei tre punti con doppia spalmata visto l’allungo a +3 sul Lecco, sono risultate così un po’ più lievi.
In classifica
In attesa (sempre in attesa...) di tempi migliori e cioè aspettando un Brescia più compiuto, con più filo e idee oltre che più coraggioso, prendiamo e portiamo a casa tenendoci stretta sotto braccio una vittoria che mancava come l’aria e che è arrivata, in mega ribaltone, dopo una sconfitta – quella contro la Pergolettese – che i biancazzurri si sono portati dietro come un frigorifero.
Quel ko ha pesato ben più dei tre punti lasciati e per fortuna ieri sera con il suo 0-0 il Lecco ha restituito un «pezzo» di favore. Quel ko semmai ha pesato, tantissimo, emotivamente. Andando evidentemente ad accentuare, ieri, contro la virtuale ultima della classe, i sintomi da malattia con le piccole, ovvero quelle che ancora sono difficoltà e mancanze sulle quali viene difficile non interrogarsi a questo punto così inoltrato della stagione. Tanti se, tanti ma, un mucchio di però che ancora si trascinano.
Il buono
Nel frattempo è andata come doveva andare: che il Brescia ha vinto. E non era scontato anche se sarebbe dovuto esserlo. Si è trattato di un successo lontano anni luce da come lo avevamo sognato e cioè d’imperio e autorevolezza. Si è dovuti semmai passare per le forche caudine di un avvio di gara choc col Brescia ancora infagottato nelle proprie paure. Quanti sono 56 secondi? Pochi. Eppure abbastanza per vedere l’impensabile: la Pro Patria avanti 1-0. Con Desogus, sul quale Lamesta non è stato perfetto, a infilare Gori con un diagonale con la frittata nata da un contrasto aereo perso da Silvestri che nella circostanza ha rimediato una capocciata che gli ha pure procurato capogiri e che lo ha costretto a uscire di scena all’intervallo.
Una circostanza peraltro contestata dal Brescia la cui tesi è: l’azione sarebbe dovuta essere interrotta. Ma tant’è stato. Tutti basiti. Anche sul campo dove seppur con metodi confusionari e non troppo logici, il Brescia s’è buttato in qualche modo, provando soprattutto a battere la mancina con Boci, alla ricerca del pari. Patendo comunque in particolare la mobilità e la verve di Renelus, spina nel fianco per Rizzo. In qualche modo però i biancazzurri trovano il modo per tornare a galleggiare e lo fanno cavalcando i due fino a qual momento tra i più in difficoltà, ovvero Balestrero e Fogliata. Il primo, poi dentro a ogni episodio chiave, innesca il secondo che salta un uomo e mette palla nel sette, trovando non solo il gol del pari, ma anche la linfa per farsi più sciolto e disinvolto.
La controrimonta
Può così iniziare un’altra partita. Potrebbe. Perché non succede e anzi il Brescia si ritrova di nuovo sotto. Dove non arriva l’arbitro che assegna una punizione dal limite e ammonisce Balestrero costretto al fallo per tentare di rimediare a uno svarione di Sorensen, arriva la chiamata Fvs da parte della panchina della Pro Patria che chiede un rigore. Concesso via monitor. Dal dischetto Desogus firma la personale doppietta. Come nei brutti film, ma anche un po’ peggio. L’eroe buono è Cazzadori che dentro il recupero in tap in spinge in rete il pallone rimasto vagante dopo una gran parata di Rovida su colpo di testa splendido di Balestrero.
Averla ripresa dentro un primo tempo di cose brutte e impacciate appare un miracolo e per poco non ne appare un altro perché di zuccata Sorensen trova pure una traversa. Ecco, pur fatto di lampi invece che di luce calda, rassicurante e soffusa, il Brescia ha trovato due gol e una traversa così come a inizio ripresa trova due conclusioni consecutive di Fogliata che nel giro di un minuto trovano altrettanti salvataggi sulla linea. Non si può dire che pur con tutti i tanti limiti, pur nella miriade di errori anche negli appoggi, i Corini’s non diano ciò che hanno tramutando lo sforzo nel ribaltone firmato Balestrero con una gran conclusione da oltre i 20 metri approfittando della corta respinta della difesa bustocca su cross dalla trequarti di Boci.
Tutto, nell’insieme, un po’ casuale tranne l’anima che resta l’unica vera certezza di un Brescia con troppi ancora non in palla e che non è nemmeno fortunato: risparmiato nella titolarità perché reduce dalla febbre, la partita di De Francesco chiamato in causa nella ripresa è durata 12’ (tra il 20’ e il 32’): si è stirato. E là in mezzo, dove s’è prestato da play Lamesta (non ha convinto lì), si torna a far la conta. Intanto, contiamo uno psicodramma scampato sapendo che il pane duro è destinato a restare ancora in tavola per un po’. Almeno, con la marmellata dei tre punti.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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