È il giorno dell’insediamento di Mauro Pederzoli nel ruolo di responsabile dell’area tecnica del Brescia. Accanto al dirigente bresciano, il presidente Giuseppe Pasini. Per entrambi il desiderio è di far comprendere che il nuovo innesto nel Brescia è una mossa che guarda al futuro e alla determinazione di voler crescere ulteriormente.
«Pederzoli – esordisce Pasini – entrerà ufficialmente in carica dall’11 luglio e dirigerà tutta l’area sportiva: prima squadra, settore giovanile, scouting, centro sportivo. La scelta di puntare su un uomo più di area sportiva che non finanziaria è relativa al fatto che è un’azienda calcistica: si è così ritenuto di puntare sull’esperienza di Pederzoli per poter crescere anche sulla parte di scouting e sul progetto in generale. L’obiettivo lo ribadisco: è di andare in B senza play off, guardo in prospettiva e per questo abbiamo scelto una figura che guardando a oggi potrebbe anche sembrare sovradimensionata. Dobbiamo sostenere sempre più e meglio il progetto, puntando sui giovani, ma anche facendo plusvalenze. Credo che per tutto questo sia Pederzoli l’uomo giusto. Ovvio che poi lui dovrà collaborare con le persone già in organico come il diesse Ferretti o come il responsabile del settore giovanile Collauto col quale abbiamo intrapreso un percorso. Nel vivaio vogliamo investire, vogliamo farlo molto e anche per questo abbiamo il grande progetto del centro sportivo». Circa il quale Pasini aggiunge: «Abbiamo già incontrato progettisti, poi porteremo tutto in comune. Potremmo iniziare a costruire dall’area attualmente occupata dal golf e sulla quale ci staranno per iniziare due-tre campi».
«Facciamo di tutto per la V, ma all’asta non saremo gli unici»
Questione Cellino: «Non voglio entrare troppo in ciò che è stato fin qui detto o fatto, nelle dichiarazioni provocatorie. Per noi rispondono i numeri, non voglio fare polemiche. Andiamo avanti per la nostra strada. Questo dico a chi oggi vuole creare qualche disturbo». Sulla V: «Siamo al lavoro per fare di tutto per riportarla sulle maglie. L’asta per il marchio? Io mi aspetto che non saremo gli unici a parteciparvi, poi vedremo…Comunque l’utilizzo della V è dentro l’acquisizione del marchio di cui sopra”. Sul nome Union Brescia: “Confermo che questa sarà sempre la nostra definizione, a maggior ragione che la matricola 7810 è di altri. Forse qualcuno non lo ha digerito, ma a me risulta che la tifoseria lo abbia accettato. E aggiungo che uno dei soci della nuova società di basket che sta nascendo mi ha chiesto se fosse possibile anche per loro utilizzare il nome Union in qualche modo».
Sui rapporti interni al club dopo un anno: «Qualche brontolio c’è stato, io sono il presidente di tutti e ascolto tutti, poi però tocca a me prendere le decisioni sui vari temi». Sul budget per il prossimo campionato: «Lo stiamo definendo, sarà in linea con quello della passata stagione». Dunque niente spese pazze.
Sulla cessione di Beldenti: «Era difficile per noi trattenerlo, a livello anche di competitività e crescita per lui sul campo. Al di là di un’offerta economica incredibile per un 2010: perché 950.000 euro non sono certo cosa comune».
Pederzoli: «Questione di cuori»
«Orgoglio per questa responsabilità grande e importante. Per me è un momento esaltante, tornare a casa e prendere le redini sportive di un club così è una sfida eccitante. Farò più del massimo, perché oltre alla professionalità c’è anche un aspetto di cuore. Farò qualunque cosa per questo club e per questo presidente». Spiega ancora Pederzoli: «Non ho mai fatto la serie C, ma la abbraccio con convinzione totale. La mia età (64 anni, ndr): non ho intenzione di andare in pensione – sorride – ma ho dentro grande fame e passione. A questo punto della mia vita, avere questa proposta è uno stimolo pazzesco. Il mio ruolo sarà su di quotidianità, ma sarà più volto al futuro e a strutturarci. L’esperienza internazionale aiuta ad aprire la mente, poi però ogni realtà ha le sue esigenze…Con Pasini abbiamo una conoscenza di vecchia data e da fuori ho visto una società che in un anno ha fatto passi da gigante clamoroso e altri ne farà, a partire dal centro sportivo all’avanguardia».
Nello specifico sul ruolo: «La definizione racconta tutto, ma molto punteremo sulla implementazione dell’area scouting e sul settore giovanile, interfacciarsi con tutti sarà fondamentale. In soldoni chi decide se per il mercato compriamo tizio o caio? Sarà un lavoro di squadra, di processi e condivisione. L’obiettivo è un lavoro in sinergia. Vorremo crescere sempre e non accontentarci mai».
«Le pressioni devono essere vitamina»
In questa stagione le pressioni aumenteranno: «So cosa è Brescia, so cosa è la pressione e per me essa è un privilegio. Se te la mettono addosso vuol dire che hai un ruolo importante: va gestita e deve essere una vitamina, non un sonnifero«. In carriera Pederzoli ha fatto anche il giornalista: «Non sarei qui se Corioni non avesse creduto in me, questo è indubbio, vide qualcosa in me e mi cambiò la carriera. Per quanto riguarda il mio passato da giornalista devo molto invece a Giorgio Sbaraini». Sulla squadra: «Nessuna rivoluzione: sono convinto che la continuità tecnica sia un grande punto di ripartenza».
Pederzoli lavorò con Cellino: «Accadde a Cagliari quasi 25 anni e ottenemmo risultati. Poi da allora non ebbi più occasione di mantenere il rapporto per cui non saprei cosa dire ora di lui». Un direttore di solito sceglie i suoi collaboratori, Pederzoli entra invece in una struttura già formata: «Sono fortunato perché arrivo sì in una società con ruoli chiave già occupati però conosco già sia Ferretti che Collauto: toccherà a me inserirmi per far capire che sono qui per fare una mano e non per impormi per via del ruolo».




