C’è spazio per un annuncio importante, anche in mezzo a tanta amarezza: «Abbiamo trovato un accordo per Buffalora riguardo al centro sportivo, sia per quel che concerne i terreni della Rigamonti Spa che per quelli agricoli. Costruiremo un bell’impianto». E ancora: «Sono fiducioso di poter riportare la “V” sulle maglie del Brescia entro luglio».
Giuseppe Pasini è il primo a metterci la faccia, dopo la sconfitta del suo Brescia ad Ascoli: «A questa stagione do comunque un nove: abbiamo avuto tanti infortuni, sui quali abbiamo indagato e indagheremo, ma non posso che applaudire il lavoro di Corini, del suo staff e di tutto il gruppo. Mi spiace che qualcuno abbia creduto nei miei presunti mugugni nei confronti dell’allenatore, che stimo. Ripartiremo da lui».
L’obiettivo

Ora, assicura Pasini, l’obiettivo è «vincere da protagonisti il prossimo anno, senza passare dai play off». Il presidente ringrazia i tifosi, rimarca di aver risvegliato «lo spirito e l’orgoglio dei bresciani». I rimpianti non riguardano tanto la gara di stasera («anche se su Crespi non è mai fischiato fallo nella prima mezz’ora»), quanto il fatto di «non aver avuto la squadra al completo per questa finale, a differenza dell’Ascoli». Si ripartirà tra pochi mesi, presumibilmente da favoriti: «Ma i campionati vanno vinti sul campo. E noi ci impegneremo per riuscirci».
Quanto a Cellino e all’ipotesi che in estate ci siano due Brescia, la replica di Pasini è secca e tagliente: «I quarantamila del Rigamonti in questi play off dimostrano che questo è il vero Brescia, sebbene sui social qualcuno sostenga il contrario, o che addirittura ci sia una speculazione economica in atto. Mi riferisco in particolare ai 1911, e al signor Pedrini (Omar, il cantante, ndr). Non potremo tornare a chiamarci Brescia Calcio, resteremo l’Union, ma il calcio in città lo rappresentiamo noi».




