Roberto Mancini si ripresenta da ct della Nazionale. Dopo aver lasciato l’incarico nel 2023, ieri è stato rinominato allenatore degli Azzurri dal presidente della Figc Giovanni Malagò, al termine di una turbolenta settimana, culminata nelle dimissioni da dt e advisor della Federazione di Paolo Maldini e Leonardo. «La maglia della Nazionale è un po’ come la donna della vita, se la perdi hai sbagliato qualcosa», ha detto. E sul suo repentino abbandono della Nazionale nel 2023: «Ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina. Se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. È andata così, sono molto dispiaciuto».
Il nuovo corso azzurro
E sulla nuova avventura sulla panchina dell’Italia: «La sorte, grazie al presidente Malagò, mi dà la possibilità di rifarmi. Darò il massimo per portare la Nazionale dove merita. Credo che i giocatori ci sono, cercheremo di essere propositivi e giocare bene». Un pensiero anche ai tifosi e all’opinione pubblica: «Cercherò di fare in modo che la squadra giochi così bene che i tifosi si innamorino della squadra e mi possano perdonare».

Mancini ha firmato un contratto fino al 2030, anno dei prossimi Mondiali: «Quando siamo partiti la prima volta, il 90% dei giornalisti riteneva la nostra squadra fosse la settima o ottava in Europa, ma se in quattro anni non abbiamo mai perso vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatto. Se l'Italia va al Mondiale come dovrebbe – ha aggiunto –, poi diventa una delle squadre da battere. Anche se ci arriva da non favorita, poi siamo pericolosi. Ora dobbiamo formare subito una squadra e arrivare a questo, a qualificarci all'Europeo e al Mondiale».
Claudio Ranieri
Insieme a lui in conferenza stampa c’era anche il nuovo dt Claudio Ranieri: «Per me è il coronamento della carriera, è una cosa bellissima che non credevo potesse accadere. Sono orgoglioso, ci sarà da lavorare tantissimo in una situazione difficile ma la mia carriera da allenatore la dice lunga sulle difficoltà incontrate. È un compito arduo, mi preme far rinnamorare gli italiani della nazionale e permettere ai bambini di rivedere la Nazionale ai Mondiali».



