Il Brescia ha ancora un’anima da viaggio: zero gol subiti fuori casa

Il trend che aveva caratterizzato buona parte della scorsa stagione si ripropone: in trasferta l’Union raccoglie anche più punti
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Un volo di Zacchi a Trento - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it
Un volo di Zacchi a Trento - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it

Si torna a casa. Non è una provocazione: è la contabilità dei punti a ribadire che il Brescia si trova a più agio in qualunque stadio che non sia il Rigamonti. È stato così a lungo lo scorso anno, e il trend si è riproposto nelle prime sette giornate di questo campionato. Parlano i numeri, ed è bene discernere l’aspetto statistico da quello delle vibrazioni che giocare davanti a sei, sette o ottomila persone può regalare. Quello resta impagabile. Ed è un vantaggio, di certo non un handicap. Specie in una categoria nella quale la forbice con tutte le altre avversarie, anche e soprattutto su questo piano, è immensa.

Il dato

Però torniamo al punto iniziale: l’Union macina più punti in viaggio di quelli che affastella a Mompiano. Otto quelli in casa, dove la vittoria manca da quasi un mese (1-0 al Desenzano) e la media è di due a partita. Nelle ultime due al Rigamonti il Brescia si è sempre fatto rimontare e ha raccolto solo pareggi.

In trasferta è un’altra musica. Nei punti (2,33 di media, con i sette raccolti in tre gare), ma soprattutto nell’impermeabilità difensiva. Nei 270’ giocati lontano da casa, nessuno è riuscito a far male alla squadra di Corini. Nemmeno il Trento, che di questo lotto è l’avversaria che ci è andata più vicino. Non a caso è pure l’unica ad aver fermato l’Union in assetto da trasferta.

Serie C, gli scatti di Trento-Union Brescia
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Le partite

Ma se al Briamasco c’era voluta un po’ di fortuna negli episodi (o d’imprecisione dei gialloblù), le reti inviolate contro Pergolettese e Alcione sono state la naturale conseguenza di prove solidissime in difesa. A Crema i punti deboli erano stati il solito approccio troppo morbido e l’indolenza in attacco. La Pergo aveva stritolato il Brescia con il proprio ritmo per un bel pezzo, ma dietro i ragazzi di Corini non erano mai capitolati proprio grazie all’abilità dei propri centrali (e di un eccezionale riflesso di Zacchi su Roversi). Per non parlare dell’Alcione, tramortito dopo una manciata di minuti e mai realmente in partita. Quel poker ha fatto quadrare pure i conti dell’attacco in trasferta, visto che in precedenza era stato in grado di produrre un solo gol (peraltro segnato da un difensore, Sina) in due partite.

Il prossimo viaggio

L'unione tra squadra e tifosi a Seregno - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
L'unione tra squadra e tifosi a Seregno - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

È la teoria del tubetto di ketchup applicata: lo agiti finché non esce tutto insieme. Corini si augura che il flusso non si arresti, perché questa domenica è fondamentale tornare vincere. Al Brescia basta seguire il copione recitato fino a qui. Peraltro ha mandato in gol tutti marcatori diversi (Sina a Crema, come detto, oltre a Crespi, Rizzo Pinna e Zennaro a Seregno, dov’è arrivata pure un’autorete). Difesa d’acciaio e distribuzione della produzione offensiva: le doti migliori dell’Union si amplificano in trasferta. Torneranno utili a Lecco, che in questo avvio di campionato non è stato irresistibile, ma che cinque degli otto punti che ha in tasca li ha fatti al Rigamonti-Ceppi. Dove non ha ancora perso. Ora il Brescia ha l’occasione di rompere questa tendenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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