Brescia, a Trento pari in bianco che fa perdere la testa

L’Union fa 0-0: un brutto primo tempo nella ripresa rigore negato e chance sprecate
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

I giocatori del Brescia a fine partita - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it
I giocatori del Brescia a fine partita - Foto New Reporter Perteghella © www.giornaledibrescia.it

Scontenti e arrabbiati. Scontenti per un Union Brescia che non perde il vizio di omaggiare i primi tempi in trasferta. Arrabbiati, per un rigore solare negato proprio ai biancazzurri a inizio ripresa: e si potrebbe anche parlare di un possibile rosso a Maffei nel finale. Aggiungiamo pure il nervoso a mille per un gol che Frigerio, su tacco di Sina, si divora a 5’ dal 90’ in area piccola e quell’altro che all’ultimo secondo di testa si ingoia Balestero sempre da pochi metri. Imperdonabili.

Non è tutto qui, ma in fondo sì il riassunto di uno scontro diretto contro il Trento che la squadra a due facce di Corini chiude sullo 0-0 perdendo la vetta – dove c’è il Cittadella in solitaria e in en plein – e inseguendo a pari punti con l’Ospitaletto che tuttavia è virtualmente secondo per una miglior differenza reti. Un punto guadagnato quello di ieri sera? Probabilmente sì nonostante il peso di chances da gol migliori, ma mal distribuite e figlie di un risveglio gravemente tardivo e di una partita che anche nella fase di maggior impatto, non ha mai fatto vedere davvero superiori i biancazzurri. Resta, a inchiodarli, un primo tempo terribile.

Il primo tempo, disegnato - tra assenze e necessità tattiche con quattro difensori - sarà una frazione dedicata alla fase di non possesso. Si rivela un Brescia ridotto alla sole missione di non prendere gol, travolto da ritmi altrui di molto superiori e da una verticalità che i Corini’s, che pagano anche nei duelli e nei contrasti, non sono in grado di contrastare. Lo certificano i dati riassuntivi dei primi 45’: due tiri verso la porta del Trento, zero nello specchio. Nel suo intento di resistenza a ogni modo il Brescia riesce bene: d’aiuto sono un po’ l’ imprecisione, alcuni rimpalli favorevoli negli ultimi metri della propria area, alcuni interventi risolutivi ora di Sina, ora di Armati ora di Balestrero, un po’ - al 42’ - la traversa che D’Intino colpisce.

Serie C, gli scatti di Trento-Union Brescia
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Serie C, gli scatti di Trento-Union Brescia

Una traversa che certifica il buon lavoro della squadra di Tabbiani dalle parti di Zacchi. Il quale non è mai davvero chiamato agli interventi, ma che è costretto a restare sempre sul chi va là. Il Brescia si consegna a una sofferenza costante. Anche in questo caso, la percezione è traducibile in numeri: 10 tiri di cui tre nello specchio. Traversa nel finale a parte, il più importante è stato una conclusione al volo di Dalmonte (palla alta di non troppo) sugli sviluppi di un corner.

Le considerazioni

Poco da dire, brutto Brescia in difficoltà sulle fasce – cavallo di battaglia dei padroni di casa – e particolarmente impacciato quando si tratta di far partire l’azione. Poche idee e un costante rifugio in lanci lunghi a cercare di pescare in qualche modo Pellegrini (gara da ex, ma non s’accende) e Crespi, quest’ultimo ben imbavagliato, tagliando fuori (e fuori resterà per tutta la partita) Rizzo Pinna un cui destro dal limite su respinta corta della difesa di casa si deve il primo squillo biancazzurro: palla che non inquadra lo specchio.

Nemmeno il sintetico abbondantemente innaffiato nel pre gara è particolarmente congeniale al Brescia, ma non è attenuante sufficiente a giustificare la pochezza della squadra di Corini nella quale sono in difficoltà Sina (peraltro gravato da un giallo) da terzino in sofferenza su Ladisa, e Armati che patisce Dalmonte. In mezzo, anche Lamesta fatica. Il Brescia ha bisogno di essere shakerato. La mossa al rientro dall’intervallo è Sorensen al centro della difesa al posto dell’ammonito Silvestri.

Episodi

Non per la mossa, quanto per le circostanze, sembra esserci subito lo spazio per la svolta: al 3’ Mehic entra a martello su Crespi. Per l’arbitro è nulla, le immagini alle quali il Brescia lo richiama con la card dicono altro. Per il signor Striamo resta qualcosa di trascurabile: pazzesco. L’accaduto pare comunque dare ai biancazzurri una scossa. E al 12’ un avventato retropassaggio di Kassama favorisce Crespi su cui si immola Barlocco che riesce a far muro in corner. È una partita perlomeno più equilibrata, col Trento tuttavia sempre pronto a punzecchiare, preferibilmente col solito Dalmonte. Batte il 22’ quando Corini interviene ancora: fuori Mercati, fresco di ammonizione, e Pellegrini che lascia il posto a Spagnoli.

Dunque, biancazzurri in campo con le due punte fisiche. Sul campo c’è una squadra un po’ più alta di baricentro e si vede: anche nelle possibilità che capitano proprio ai due attaccanti. Zennaro dà una bella mano nell’iniziare a distribuire un po’ di logica. Corini insiste ancora sul centrocampo dove chiama anche Frigerio a dare manforte. Gli ultimi sussulti sono la «giga» occasione di Frigerio, il censurabile intervento di Maffei su Casasola (dentro per De Maria, di là resta Sina schierato), un gol mangiato a porta vuota di testa Balestrero intervenuto su una respinta di Barlocco su Sina. Morale: circa un tempo giocato non basta, nemmeno se alla fine è il portiere avversario a risultare il migliore. Non si vive e non si vince di estemporaneità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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