Valore di mercato: 150.000 euro. Quello che la valutazione – fonte Transfermarkt – non racconta è il dietro le quinte di un presente parecchio interessante e di un futuro potenzialmente di primo piano. A quale piano si vedrà, ma intanto...Il concetto è che Samuele Sina già vale molto di più per chi da metà luglio tutti i giorni se lo cresce e se lo coccola nella quotidianità biancazzurra e per chi, tutti coloro che nuotano di contorno nel biancazzurro e che per quest’abbinta cromatica palpitano, stanno imparando a conoscerlo.
Il 2007 albanese di casa a Palazzolo – nato all’ospedale di Iseo – vale a esempio anche il conto del dottore: è stato da «mal di tutto» quel gol che al 97’ ha salvato l’Union Brescia dal suo primo prevedibile mini processo pubblico stagionale aggiungendo in classifica un +3 il cui valore effettivo (a naso: sarà altissimo) lo peseremo a fine stagione.

Il percorso
L’eroe impronosticabile – capocannoniere anche del girone con l’ex Brescia Morosini – di questo primissimo scorcio di stagione è quindi un 19enne difensore centrale cresciuto in casa, smistato in presto la passata stagione a Ospitaletto e rientrato alla base con la curiosità di testarlo in presa diretta, capirne le potenzialità e poi decidere se e come tenerlo senza escludere un nuovo prestito se per lui ci fosse stata la prospettiva di tanta panchina: sarebbe stato comunque uno spreco. A «Samu», centrale di stazza (1.89 cm), capacità di calarsi alla perfezione nel ruolo di braccetto destro con tanta personalità, è bastato sfruttare alla grande il periodo del ritiro a Piamborno col buco nel ruolo immaginato per il capitano Davide Balestrero impegnato a guarire da un infortunio: Eugenio Corini ha subito battezzato Sina come funzionale e utilissimo. Risultato: cessione esclusa, nonostante si fossero fatti avanti anche un paio di club dall’estero.
Tra Coppa Italia e campionato il «lungo» ha infilato un 3/3 di presenze. E ha segnato due gol consecutivi: se la rete sporca contro il Carpi era stato utile a mettere la partita in ghiaccio, la marcatura altrettanto diversamente pulita – su palla vagante – con la Pergolettese è stata più che decisiva. Gol sporchi da parte di chi fa il lavoro sporco e in partite da mandare in lavanderia: l’immagine di Sina corrisponde alla perfezione a ciò che serve in categoria. Su quella palla rimasta vagante, Samuele ci è arrivato col sangue agli occhi. Sangue che tuttavia non gli va mai alla testa perché pur non lesinando mai in personalità, al netto di margini di crescita e di un lavoro di fino da fare su di lui, sa tenere i nervi sotto pelle. Una modalità di stare in campo che rispecchia anche il suo modo di essere nel privato: Sina è uno che si fa i fatti suoi, molto riservato e anche introverso, social ma nemmeno più di tanto col suo poco più di mille followers su Instagram.
La storia
l calcio è di famiglia: il fratellino Sebastian, 2010, è infatti un centrocampista centrale del vivaio dell’Atalanta dove arrivò via FeralpiSalò. Prima casa di entrambi i Sina che vivono con mamma e papà. Samuele, fu peraltro il primo giocatore del vivaio dei verdeblù a firmare un contratto da professionista: a 16 anni firmò un triennale.
A volerlo fortemente a Ospitaletto la scorsa stagione fu il diesse dei franciacortini Paolo Musso che a metà stagione sentenziò: «Vedrete che il Brescia a fine stagione Sina se lo riprenderà e se lo terrà». Fu profeta, probabilmente anche in virtù delle tante chiacchierate con l’amico e collega Andrea Ferretti, omologo dell’Union che Samuele lo ha sempre voluto tenere iper monitorato. Non è un caso che abbia altri due anni di contratto, ma il suo impatto col professionismo la passata stagione ha sorpreso un po’ tutti. E adesso? In casa Brescia - dove tutti lo chiamano John giocando sull’assonanza del suo cognome con quello di Cena (si legge appunto Sina) wrestler primi anni 2000 – se lo coccolano, lo proteggono e cercano di tenerlo al riparo da facili entusiasmi.
Intanto, chi lo tiene parecchio d’occhio è Rolando Maran, Ct dell’Albania che sta già facendo più di un pensiero al fatto di mettere alla prova il ragazzo già nel giro delle Nazionali del suo Paese, con la selezione maggiore. Giù la testa, John.




