Sta rientrando da un piccolo infortunio al ginocchio. Un intoppo che non ha comunque distolto Tiago Casasola, una delle new entry dell’Union Brescia, dal suo obiettivo: «Vincere con questa squadra, levarmi altre grandi soddisfazioni in carriera in questo posto. Considero questo mio approdo qui come uno step molto importante nel mio percorso».
Racconta il giocatore argentino («anche se ormai dopo 13 anni in questo Paese mi sento anche molto italiano»): «È stata una trattativa molto semplice e veloce. Quando ho percepito l’interesse del Brescia ho fatto di tutto per accelerare. Devo ringraziare club, direttori e mister perché mi hanno voluto. Il desiderio di lavorare insieme è stato assolutamente reciproco. Sono felice di essere arrivato in un posto dove c’è un gruppo importante con un tecnico che è stato in categorie superiori».
Mentalità vincente
Di Casasola si dice che è «uno che rifiuta la sconfitta». «È vero, non mi arrendo a una sconfitta, non abbasso mai la guardia: così nel calcio e anche nella vita. In questo ritiro ho avuto un imprevisto fisico, ma neanche di fronte a quello non ho arretrato. Non arrendersi è importante e dovrà essere una caratteristica di tutti noi come gruppo se vogliamo vincere».
Le prime impressioni: «La cosa importante di questo gruppo è che in molti giocano insieme da parecchio e da subito ho percepito una grande unione. Anche a livello umano: e la coesione umana arriva prima di quella calcistica».
Dice ancora: «Per me essere arrivato qui è un grande step anche se ormai ho una età. Al Rigamonti da avversario ho sempre avvertito emozioni importanti. Mi piace molto pensare di prendermi la responsabilità di rappresentare una piazza così storica e che vive di calcio. E che ha voglia di tornare a certi livelli. Voglio che portiamo avanti questa nostra missione tutti insieme con la serenità e il sorriso».
Obiettivi
Corini ha detto che vuole gol e assist da Casasola: «Sicuramente sono importanti, ma conta di più portare punti alla squadra. Quanto a gol e assist in sé non ci penso: quelli arrivano lavorando bene. Non vedo l’ora di iniziare fare sul serio in campo».
Casasola arriva dal Catania, dal girone C. Ben diverso dal girone A: «Non possiamo rilassarci di fronte a nessuno anche se capisco che possa venire in mente che siamo in un raggruppamento tranquillo. Se ci rilassiamo diventa problematico con tutti».
L’esterno sul campo è tanto intenso quanto ragionatore, quale dote si riconosce come più sua? «Penso di essere uno che si adatta, che capisce i momenti. Non si può essere sempre fuoco, non si può essere sempre ragionatori. Ho imparato con l’esperienza. Non si può avere sempre il fuoco, sapermi adattare e capire i momenti penso che sia la cosa più importante grazie alle esperienze che ho fatto».
È ancora fresco il ko dell’Argentina ai Mondiali, ma fresca è anche l’immagine dell’Albiceleste che volta le spalle alla Spagna campione…«Da tifoso dico grazie per le emozioni che la Nazionale ci ha dato. Per il resto il troppo fuoco a volte ci porta a sbagliare, ma quel fuoco è quello che ci dá anche tanto».




