L’Union Brescia non è ancora salita in scena, ma dietro le quinte prepara l’assalto alla prossima stagione. E non si tratta solo di contornare il budget o effettuare operazioni di mercato, bensì di avviarsi a una svolta e di meglio definirsi sotto ogni punto di vista. Insomma: l’approdo, ormai alle porte - e in tal senso ci sono sempre più conferme – di Mauro Pederzoli in qualità di direttore generale, o comunque di nuova figura di riferimento in ambito dirigenziale – a questo punto dell’ancor breve storia dell’Union Brescia non è da considerare come un innesto qualsiasi.
Perché, anche se ancora non sono noti quelli che saranno i suoi specifici campi d’azione, è indubbio che il suo insediamento è destinato a sconvolgere quelli che fin qui sono stati gli equilibri e i rapporti interni – parlando puramente dell’ambito operativo – che fin qui hanno viaggiato sui binari del modello che era stato affinato nell’era FeralpiSalò e che era stato trasferito pari pari nella trasformazione in Brescia con una prima modifica che in qualche modo era stata apportata scegliendo di puntare in corsa, nel dicembre scorso, su un allenatore come Eugenio Corini.
Un allenatore da categorie superiori al quale il presidente Giuseppe Pasini aveva chiesto anche di aiutare la sua società a capire in cosa si potesse migliorare nella gestione della quotidianità, dalla logistica alla comunicazione «da campo» passando per altre necessità di una squadra che punta a un bersaglio grosso. Direzione: verso l’alto. Il tecnico non è stato soltanto tale, ma ha declinato il suo ruolo con un taglio dirigenziale. Da manager.
Interpretazione dei ruoli
È stato un primo passaggio, con il pieno coinvolgimento del giovane – ha da poco compiuto 30 anni – direttore sportivo Andrea Ferretti che con l’allenatore di Bagnolo Mella ha trovato e man mano affinato una grande sintonia, tanto sul piano umano quanto su quello tecnico. Si è creato un tandem di lavoro affiatato in una triangolazione con Pasini come referente diretto in una catena di comando dunque molto corta e snella.

In questo quadro dovrà ora inserirsi Pederzoli che è destinato a essere il secondo in linea dopo il presidente che sull’esperto professionista aveva già da mesi puntato le proprie fiches incontrando però anche la resistenza in seno al Cda da parte di chi auspicava un consolidamento sul piano dirigenziale, ma con una decisa preferenza per profili con competenze più finanziarie, diciamo, che tecniche.
La linea presidenziale
Ma alla fine, anche se non con consenso unanime, ha prevalso l’orientamento presidenziale dato che comunque è da Pasini che sostanzialmente passano le scelte inerenti l’operatività. Dunque avanti dritti su Pederzoli il cui arrivo inevitabilmente ridisegnerà confini e compiti (anche) di diesse e allenatore. Con Ferretti fin qui abituato ad agire in totale autonomia e, come detto, a rispondere direttamente al presidente e con Corini appunto abituato a un’interpretazione del suo ruolo in chiave ampia.
Il «bilaterale» tecnico, tanto per cominciare dovrà diventare un «trilaterale» nel quale ognuno avrà i propri spazi, ma con il Dg in pectore come figura di spicco. Se Pederzoli e Corini già si conoscono, il vero equilibrio sarà da trovare, ed entrambi dovranno verificare la compatibilità per lavorare in sinergia, con Ferretti che resta comunque uomo di grande fiducia di Pasini, ma che va a sua volta verso un nuovo modo di lavorare. Il tutto andrà fatto peraltro abbattendo i tempi dato che l’inizio anche ufficiale della nuova stagione è dietro l’angolo e dato che in fin dei conti la nomina di Pederzoli ancora non è ufficiale. Niente è un dettaglio, tutto è sostanza e questa è una svolta.




