Brescia, Ferretti: «Cauto ottimismo per Crespi, Gori out più di due mesi»

Il diesse dell’Union fa il punto: «Siamo consapevoli della stagione che ci aspetta, non vogliamo lasciare nulla al caso»
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Andrea Ferretti - © www.giornaledibrescia.it
Andrea Ferretti - © www.giornaledibrescia.it

Voglia di vincere, intoppi a tutto spiano. Non è iniziata nel migliore dei modi la stagione dell’Union Brescia che fa i conti con lo stop di Gori («ci vorranno più di due mesi» ammette il diesse Andrea Ferretti) e il forfait per problematiche cardiache di Valerio Crespi. Naturalmente prima di tutto c’è il pensiero umano nei confronti del ragazzo rimasto inevitabilmente turbato anche se «c’è cauto ottimismo circa il fatto che tutto si possa risolvere nel più breve tempo possibile e anche per questo non facciamo alcuna valutazione di mercato in questo senso».

Nel pre amichevole della squadra di Corini contro una rappresentativa di dilettanti, con Ferretti c’è modo di effettuare un punto della situazione partendo dalla consapevolezza: «Che ci aspetta una stagione nella quale vogliamo vincere. Ci sentiamo pronti a fare bene, partendo anche dall’80% di una rosa che lo scorso anno nonostante le peripezie è riuscita ad arrivare alla finale play off. In entrata ci siamo mossi portando subito due prime scelte come Casasola e Rizzo Pinna, riprendendo Mallamo e puntando su Crespi, un giocatore molto giovane e molto forte. Poi ci muoveremo anche sulle uscite con tanti ragazzi da valutare come Pilati e Sina in difesa e altri su cui fare considerazioni. A malincuore occorre fare delle scelte e queste scelte in uscita riguardano a esempio Cisco. Su altri come Vido e Di Molfetta, che non sono tecnicamente in discussione vedremo».

Come si vedrà per il portiere: «Non intendiamo lasciare nulla al caso proprio perché abbiamo alte aspettative per la stagione. La fiducia in chi oggi è in rosa nel ruolo è massima, ma non si può essere impreparati. Liverani è il secondo, ma se gli venisse il raffreddore? Possiamo affidarci a due ragazzi molto giovani come sono Kolgecaj e Lovato? È a questo tipo di domande che dobbiamo rispondere. A brevissimo prenderemo una decisione, già nei primi giorni della prossima settimana. Pensando a Gori, l’infortunio è delicato, ma contiamo anche sulla sua tigna e la sua grande forza di volontà rispetto al fatto di voler rientrare al più presto».

Nella sua seconda stagione di vita l’Union Brescia ha effettuato scelte forti. Come quella a esempio di rifondare tutta l’area medica: «E tengo a ringraziare la squadra precedente per il loro lavoro. Se ci sono stati tanti infortuni la colpa non è dei medici o dei fisioterapisti di prima. Ci sono state delle concause e anche come società abbiamo commesso errori. Semplicemente, anche fisiologicamente, dopo un certo tempo in una realtà calcistica vanno cambiare delle figure».

Tra i dirigenti è arrivato Mauro Pederzoli che ricopre un ruolo apicale e che cambia anche le «abitudini» dello stesso di esse da sempre abituato ad avere un rapporto diretto col presidente Pasini: «In una realtà che si espande e cresce l’inserimento di certe figure è necessario. Con Pederzoli abbiamo trovato subito una quadra e delle dinamiche corrette in cui ognuno è rispettato nel suo ruolo ricercando la massima condivisione in tutto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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