La continuità dell’attività sportiva – anche solo nel settore giovanile – consente di mantenere, almeno fino al termine della stagione, matricola, affiliazione e titolo sportivo. È uno dei passaggi centrali delle 14 pagine di decreto con cui la Corte d’Appello di Brescia ha respinto la richiesta del Brescia Calcio di sospendere gli effetti del fallimento confermando però l’esercizio provvisorio affidato al curatore come deciso dal tribunale. I giudici, interpretando le norme federali, scrivono infatti che «la revoca della affiliazione viene posticipata fino alla fine del torneo calcistico in corso» quando la liquidazione interviene prima della scadenza per l’iscrizione al campionato successivo e l’attività sportiva prosegue.
Una precisazione che ha un peso soprattutto economico. Perché dalla conservazione della matricola dipende la possibilità per la procedura di continuare a incassare i contributi di solidarietà legati alla carriera di Sandro Tonali. Il curatore ha già incassato 677.331,91 euro per il trasferimento del centrocampista dal Milan al Newcastle, perfezionato nel 2023. E per la Corte potrà arrivare anche il contributo, stimato in oltre 3 milioni di euro, relativo al successivo trasferimento di Tonali dal Newcastle al Tottenham. È proprio su questo punto che i giudici ritengono non ci sia quel rischio «imminente ed irreparabile» denunciato dal Brescia. La società aveva sostenuto che la perdita della matricola avrebbe comportato l’azzeramento dei crediti di solidarietà, per un valore complessivo indicato in oltre 4,6 milioni di euro.
La Corte osserva però che il Tribunale ha già autorizzato l’esercizio provvisorio del ramo calcistico. E quella decisione consente al curatore di fare esattamente ciò che il Brescia chiedeva di tutelare: mantenere la matricola, proseguire l’attività sportiva e salvaguardare i crediti. Nel decreto i giudici sottolineano infatti che le utilità che la società voleva preservare «sono esattamente corrispondenti a quelle che il curatore sta già perseguendo mediante l’esercizio dell’impresa».
Non solo Tonali
Nel reclamo il Brescia aveva sostenuto che la continuità avrebbe consentito di conservare un valore superiore ai 6 milioni di euro, contro i soli 40 mila euro stimati in caso di liquidazione. Ma anche su questo fronte la Corte ritiene che l’esercizio provvisorio stia evitando, almeno per ora, la dispersione del valore del ramo calcistico. Il passaggio sulla matricola è quindi decisivo: la liquidazione giudiziale resta in piedi, ma non comporta nell’immediato la cancellazione del patrimonio sportivo del Brescia. La squadra Under 16 può continuare l’attività e, con essa, resta aperta la possibilità di incassare i contributi legati ai trasferimenti di Tonali.
La Corte, del resto, considera l’esercizio provvisorio «l’unica possibilità per il mantenimento della matricola federale» e per realizzare «la conseguente aspettativa di riscossione del credito di solidarietà sportiva».
La partita sulla liquidazione, però, è ancora aperta. Il decreto riguarda infatti soltanto la richiesta di sospensione presentata dal Brescia: sul reclamo contro la sentenza del 27 luglio che ha dichiarato la liquidazione giudiziale i giudici dovranno ancora pronunciarsi nel merito. Appuntamento in aula il 21 ottobre




