Non solo Tonali: quali altre cessioni farebbero guadagnare soldi a Cellino

La riattivazione della matricola del «vecchio» Brescia e l’iscrizione a un campionato garantirebbero all’imprenditore sardo «l’incasso dei crediti maturati e maturandi» per diversi ex tesserati, non solo per il centrocampista del Newcastle: ecco come
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Massimo Cellino in una foto d'archivio - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino in una foto d'archivio - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Massimo Cellino ha fatto la sua mossa. La richiesta di riattivazione della matricola 7810 al Crl ha un obiettivo preciso: evitare il crac. Per farlo, non si può prescindere dall’iscrizione del Brescia Calcio – quello «vecchio» – a un campionato dilettantistico. La Terza categoria, in questo caso, perché il titolo sportivo che un anno fa avrebbe garantito all’imprenditore sardo l’approdo in C (dopo la retrocessione a tavolino) gli è ormai scivolato dalle mani.

La sopravvivenza della matricola comporterebbe, tra le altre cose, la possibilità di «continuare a beneficiare dell’incasso dei crediti maturati e maturandi relativi al contributo di solidarietà di Tonali e di altri calciatori che hanno militato nel Brescia Calcio». Lo scrive l’avvocato Eugenio Bissocoli, l’esperto nominato per seguire la procedura di composizione negoziata (la trattativa con i creditori, in soldoni) di Cellino.

Il contributo di solidarietà

Ma in base a quale norma un Brescia Calcio regolarmente iscritto a un campionato avrebbe diritto a incassare denaro per la cessione di suoi ex tesserati? Si chiama «contributo di solidarietà», ed è previsto dalla Fifa: per ogni trasferimento internazionale, il club che acquista un calciatore deve corrispondere una somma (il 5% del valore complessivo dell’operazione) alle società formatrici, vale a dire quelle in cui il giocatore ha militato dai 12 ai 23 anni.

L’importo specifico per ogni squadra è parametrato alla durata della permanenza del calciatore in quella fase della sua carriera. La quota va versata alla Fifa, che a sua volta distribuisce il denaro ai club coinvolti. In molti casi il pagamento viene dilazionato, motivo per cui – ad esempio – Cellino non ha ancora incassato tutte le rate della prima cessione di Tonali in Inghilterra.

Non solo Sandro

Andrea Cistana, prodotto del vivaio del «vecchio» Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Andrea Cistana, prodotto del vivaio del «vecchio» Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

L’avvocato Bissocoli fa riferimento ad «altri calciatori», oltre a Sandro, in maniera non casuale. Chiunque aderisca a questi parametri può infatti garantire nuove entrate a Cellino. Pensiamo ad Andrea Cistana, di proprietà dello Spezia. O ad Andrea Papetti, oggi alla Reggiana. O ancora a Patrick Nuamah, in forza al Catanzaro.

Calciatori (questi sono solo alcuni esempi) che il Brescia ha cresciuto in casa, e che in caso di trasferimento a titolo definitivo porterebbero nuova liquidità nelle casse del vecchio Brescia. Per i trasferimenti interni, a livello nazionale, la percentuale è più bassa (3%), ma il meccanismo è essenzialmente lo stesso. E poco importa se parliamo, sulla carta, di cifre molto più modeste di quelle che può generare l’affare Tonali.

Tre milioni

Sandro Tonali, ex centrocampista del Brescia, qui con la maglia dell'Italia - Foto Ansa/Michele Maraviglia © www.giornaledibrescia.it
Sandro Tonali, ex centrocampista del Brescia, qui con la maglia dell'Italia - Foto Ansa/Michele Maraviglia © www.giornaledibrescia.it

L’ex centrocampista biancazzurro è in odore di trasferimento al Tottenham: lo vuole De Zerbi, che con gli Spurs ha appena conquistato la salvezza ed è al lavoro per allestire una rosa che punti alla qualificazione in Champions nel prossimo campionato. L’operazione, ben impostata, potrebbe valere tra i 70 e gli 80 milioni di euro. Se tutto andasse in porto in quest’ordine di grandezza, Cellino incasserebbe un tesoretto da circa 3 milioni, tra vecchie e nuove rate.

Avrebbe diritto, secondo un calcolo approssimativo, al 2,5% dell’importo complessivo dell’affare che sta maturando tra Newcastle e Tottenham (il Milan all’1%, mentre il restante 1,5% andrebbe alla Federazione, visto e considerato che il vecchio Piacenza, cui spetterebbe quella fetta, è fallito nel 2012). E pure al 10% sui premi che andrebbe a incassare lo stesso Milan. La portata principale è questa, il resto sarebbe contorno. Ma per Cellino conterebbe anche quello, eccome. E conterebbero pure le eventuali percentuali sulle rivendite pattuite con altri club per cessioni passate. Tanti buoni motivi per riattivare la matricola.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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