Il Brescia Calcio di Massimo Cellino non è nella disponibilità di Massimo Cellino, al quale proprio pochi giorni fa la Corte d’appello ha ribadito che l’esercizio provvisorio resta affidato al curatore fallimentare Luigi Meleleo in attesa che la stessa Corte si pronunci (il prossimo 21 ottobre) sul ricorso del patròn sardo contro la sentenza di fallimento arrivata in primo grado.
Tocca quindi al curatore, questo è il punto focale, allestire quella famosa squadra giovanile – nello specifico una Under 16 – che possa garantire continuità aziendale (e mantenere così in vita la famosa matricola alla quale sono collegati quelli conosciuti come i crediti di Tonali) partecipando al campionato provinciale al quale era stata iscritta entro i termini previsti (in questo caso se ne occupò Cellino, prima che intervenisse la sentenza di cui sopra).
L’ex capitano
Il tempo corre, il torneo è alle porte: inizierà il 20 settembre. E una squadra, letteralmente, non c’è ancora. Il curatore nelle scorse settimane e di sua iniziativa ha così avviato alcuni colloqui con figure di riferimento del calcio bresciano – possibilmente con un passato nel Brescia Calcio e che dunque potessero avere anche quel pizzico di sensibilità in più rispetto alla situazione – per avere un supporto, nell’ambito delle sue funzioni, da un punto di vista sportivo.
Questo appoggio, il professionista Meleleo lo ha trovato niente meno che nel capitano storico dei biancazzurri Marco Zambelli. «Previa autorizzazione del Giudice Delegato, la Curatela ha deciso di conferire a Marco Zambelli figura di spicco – si legge nella pec fatta recapitare alle redazioni – del calcio bresciano e professionista con ampia esperienza nel settore giovanile, l’incarico di consulente sportivo, affinché collabori con il curatore all’attività necessarie, compresa l’individuazione dei giovani calciatori interessati a far parte della squadra.
La società invita i giovani nati nell’anno 2011, attualmente non tesserati Fifc e le loro famiglie interessati a prendere contatto con la Società al seguente numero 342/8579290. In occasione del primo contatto saranno fornite tutte le informazioni relative all’organizzazione dell’attività e alle successive modalità di partecipazione alla squadra. Solo successivamente saranno organizzate le prime attività di carattere tecnico sportivo ed in quel momento saranno richiesti il certificato medico-sportivo e l’autorizzazione dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale».
Nessun legame con Cellino
Fin qui, il legalese. Insieme alla sorpresa di trovare in una vicenda così delicata e che tocca molti nervi scoperti il nome di Zambelli attualmente legato da un rapporto di lavoro dirigenziale con la Voluntas. Zambelli, che ha tutti gli effetti è ora un dipendente del tribunale per quanto attiene all’incarico che ha accettato, ha cortesemente respinto ogni richiesta di esposizione mediatica. Quello che è stato possibile ricostruire attraverso persone a lui legate e collegate, è che durante i giorni di colloqui con il curatore e mentre rifletteva, Zambelli ha a più riprese chiesto conferme e garanzie sul fatto di non essere in nessun modo al servizio di Cellino.

Conferme e garanzie ottenute: Cellino, come detto, è estromesso dalla gestione del club in prima persona. Per «Zambo» è ora comunque una corsa contro il tempo: una squadra – oltre ai bambini sono da tesserare un dirigente e un allenatore – va messa in piedi in 10 giorni effettivi. E, come specificato, non si può attingere dal bacino dei tesserati Figc: occorrerà cercare bambini svincolati o che giocano negli oratori. È lì che la ricerca si indirizzerà.
La scelta
Resta sul tavolo una domanda: chi lo fa fare a Zambelli? Sempre i bene informati, fanno capire che si tratta di puro «amor di Patria» e che Zambelli non ha alcun secondo fine – non avrebbe alle spalle investitori pronti al momento in cui la matricola che fa gola a molti sarà prevedibilmente messa all’asta per racimolare denaro utile a soddisfare i creditori –: intenderebbe soltanto rendere giustizia alla sua carriera e alla sua storia oltre che alla storia del Brescia calcio.
Quanto ci sia di razionale e di calcolato oppure no solo Zambelli potrà chiarirlo. E un altro elemento che trapela è che la sua iniziativa personale, nella quale si gioca indubbiamente moltissimo in tema di credibilità e reputazione mettendoci la faccia, non vuol essere in alcun modo contraria al progetto Union Brescia. Altro giro, altro capitolo: con il colpo di scena Zambelli.




