Al calcio d’inizio manca una dozzina di minuti quando sciamano verso la tribunetta, agitando bandiere biancazzurre. Uno striscione copre per intero la balaustra che delimita il perimetro della struttura in metallo. Vi si legge «Eccezzziunale veramente», è un tributo alla celebre commedia del 1982, un cult per gli appassionati del mondo ultrà. Sono i Brescia 1911, la costola del tifo organizzato che ha ripudiato, fin dalla sua nascita, l’Union.
Il debutto
Cantano fieramente «no al calcio moderno», e da quest’estate hanno una nuova squadra per la quale fare il tifo: la neonata Fidelis Brescia, girone A di Terza categoria. È con essa, secondo i valori che professano, che la tradizione calcistica in città può avere continuità, dopo la mancata iscrizione di poco più di un anno fa. A proposito: l’attenzione riservata a Cellino è marginale. Gli dedicano un solo coro, nella ripresa, tutt’altro che amichevole. Ma il resto del pomeriggio è scandito dal vecchio repertorio di canti, tutti a supporto della squadra.

A Torbole
Che porta a casa una vittoria per 2-1 in Coppa Lombardia di Terza categoria, contro il Torbole Casaglia, a nemmeno un chilometro dal centro sportivo costruito dall’imprenditore sardo. Pure l’Union vinse la prima gara ufficiale della sua storia per 2-1 in coppa. Piccoli capricci del destino. Il Brescia, questo Brescia, gioca in maglia arancioblù. Gli stessi colori della prima storica divisa del 1911. Pure il colletto ha un sapore antico.
Qui il calcio ha una dimensione artigianale: Bardelloni, il centravanti della squadra, all’intervallo s’affaccia a una finestrella del bar e ordina dell’acqua per tutti i compagni. Il caldo è torrido, a tratti insopportabile, e il tetto in lamiera non è clemente con la maggioranza dei presenti, più di un centinaio. Il raddoppio della Fidelis lo firma il capitano, Favalli. Vincenzi agita il finale con la rete che dimezza le distanze. Ma fa festa il Brescia, che si concede pure il lusso di sbagliare un rigore con Rizza nel recupero. «Lottiamo insieme a voi, vinciamo insieme a voi»: parte dai campi di provincia il nuovo viaggio dei 1911.


