Sangue freddo: la Germani è sempre più squadra da finale

Per la Germani seconda in classifica (a pari merito con la Virtus Bologna, ma un passo indietro per via degli scontri diretti), con 40 punti, una delle partite vinte più complicate è stata la prima di campionato, al PalaVerde, contro Treviso. Che sarà avversaria questa domenica al PalaLeonessa (palla a due alle 19) per un vero e proprio testa-coda. La Nutribullet, infatti, è ultima, con 14 punti, insieme alla Dinamo Sassari. Anche se la situazione dei trevigiani è meno grave di quella dei sardi, che dovranno osservare il turno di riposo e hanno un calendario pessimo.
Quella «prima»
La curiosità è che la sfida tra Pallacanestro Brescia e Treviso è (alla terzultima di regular season) la rivincita della prima di andata del campionato. E quella gara fu tanto assurda quanto, per certi versi, profetica.
Brescia, reduce dalla finale di Supercoppa persa a Milano contro l’Olimpia, va a Treviso il 5 ottobre e gioca male. Guardi il tabellino e non ti capaciti di come sia possibile che la squadra di Matteo Cotelli riesca a vincere, 102-100, dopo un supplementare. Con 19 palle perse contro 13, con 21 rimbalzi offensivi concessi. A fine partita – concetto duro, ma sensato – Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa, si fa sentire: «Meglio dimenticare il prima possibile i fasti dello scorso anno, altrimenti questa stagione rischia di diventare molto difficile».
In realtà, oltre a essere la prima vittoria di quattro consecutive nelle prime quattro di regular season, quel blitz – arrivato comunque al termine di 45 minuti giocati male – sarà profetico. Già, perché fin qui, molto spesso, la Germani ha dimostrato di diventare inarrestabile anche in partite punto a punto, vinte in volata, in rimonta, passando la maggior parte del match stesso a inseguire.
Concentrazione
L’ultimo esempio, in ordine di tempo, è il successo a Trieste di domenica scorsa. Lunga rincorsa, poi si va punto a punto, poi Della Valle (in questa circostanza) evita che si vada a fondo. Infine, Burnell demolisce i giuliani.
Il risultato di cui sopra è fondamentale, ma quello ottenuto sabato 11 al Taliercio con la Reyer Venezia è ancora più clamoroso. Non solo perché gli orogranata sarebbero - a mani basse - la reale terza forza del campionato (dopo Milano e Bologna, la classifica al momento dice altro). Ma perché quei due punti ottenuti «spaccano» davvero la classifica. Anche in questo caso Brescia soffre, rimane sotto, resta compatta e trova soluzioni interne per ribaltare l’inerzia e portarla dalla propria parte quando poi arrivano i minuti decisivi (altra prestazione spaventosa di Burnell, probabilmente la migliore di sempre, ma il capolavoro è del gruppo e pure di coach Cotelli, obbligato a «sperimentare» parecchio).
Altri esempi
Gli esempi in cui la Germani decide la partita nel finale sono tanti. Tra i più recenti, il colpo nel derby di Cremona con la tripla di Bilan sulla sirena. Ma anche le affermazioni al PalaLeonessa con Udine e a Cantù (Della Valle in cattedra). Manifestazioni di sangue freddo. Più freddo di quello degli avversari. In casa o in trasferta. Con la forza dei singoli (e spesso in emergenza numerica) esaltata da un gruppo coeso e quanto mai refrattario alla resa.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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