Il basket è una passione di famiglia, ma non potrebbe essere diverso in casa Recalcati. La carriera prima in campo e poi in panchina di coach Charlie e lì a dimostrarlo. Ma appunto, come accade per le passioni, quelle vere, quelle autentiche, passano di mano in mano. E così la presenza dell’allenatore alla presentazione della A2A Leonessa Brescia in Vanvitelliano era sì legata al forte legame di amicizia con Graziella Bragaglio e Matteo Bonetti, ma a portarlo in prima fila è stata anche la possibilità di abbracciare Gianmarco Cremona, giovane assistente di Calvani, nonché nipote di Recalcati.
Questione di famiglia
«Cosa devo fare, gli è scoppiato il male del basket, come dico io - commenta Recalcati sorridendo -. Gianmarco ha finito il triennio di ingegneria gestionale, vuole proseguire con gli studi ma allo stesso tempo desidera percorrere la sua strada nel mondo della pallacanestro. Per lui sarà un bel banco di prova essendo la prima volta che si confronta con realtà di questo livello».
Il nipote, il legame di famiglia, sono certamente aspetti importanti. Ma il feeling con Brescia va oltre. «Ho seguito fin dai primi passi il progetto di Graziella, di Matteo, ma in fondo come si è visto alla presentazione di tutta quanta una città. E intendo istituzioni, mondo dell’imprenditoria, città e tifosi. E sono rimasto piacevolmente sorpreso».
Il perché è facile intuirlo. «Quando ho visto che a fine stagione Brescia non sarebbe più esistita e che i diritti erano stati venduti a Roma, ho pensato che tristemente sarebbe finito tutto. Non avevo invece fatto i conti non solo con la tenacia di Graziella e Matteo, ma di tutti i bresciani. I tempi per ripartire non erano stretti, ma strettissimi, in qualsiasi altro posto ci si sarebbe arresi rimandando magari tutto di un anno, che spesso vuol dire non avere più nè la forza nè la voglia di ripartire. A Brescia invece siete stati bravissimi: credo che l’esperienza del duo Bragaglio-Bonetti sia stata determinate per rimettere subito tutto in carreggiata, ma c’è stato anche un tessuto economico e non solo che ha creduto nel progetto. Si è visto a mio parere qualcosa di unico».

Ora però oltre alle pacche sulle spalle è arrivato anche il momento delle partite da due punti, ovvero ciò che conta davvero. «Il campionato di serie B è difficilissimo, per la formula che ha ma anche perché ogni stagione, molto più che la serie A, regala sorprese, squadre che non ti aspetti alla vigilia e che danno filo da torcere a tutti. Brescia giustamente parte tra le favorite per il successo finale, il roster dice questo, ma vincerle tutte sarà onestamente impossibile. Bisognerà quindi essere bravi a gestire i momenti no, a credere nel lavoro dello staff e della squadra, senza perdere la coesione del gruppo. Questo secondo me è il segreto per i gruppi che partono con la pressione del dover vincere».
Investitura
Qualcosa che un coach come Calvani sa gestire bene. «Marco in una categoria come questa è un’autentica garanzia. Ha un’esperienza decisamente superiore alla mia in un torneo così quindi credo che sia l’uomo giusto, nel posto giusto e al momento giusto». Parola di Recalcati.




