Marco Calvani, coach della A2A Leonessa Brescia, fa il punto a poco più di venti giorni dall’inizio del campionato di serie B Nazionale, che sarà il 27 settembre, a Vicenza. Alle spalle ci sono tre amichevoli giocate e vinte. Davanti altri quattro test, per un totale di tre settimane di lavoro. Calvani parla a margine della festa degli Irriducibili all’oratorio San Filippo Neri del Villaggio Sereno, che si è tenuta sabato. Nel pomeriggio Brescia avrebbe dovuto giocare a Vigevano, ma il match è stato annullato. «Abbiamo scoperto che forse non avremmo giocato venerdì sera - ricostruisce il sessantatreenne romano -. Le società si sono sentite, e il giorno dopo il test è stato annullato. A Vigevano mancavano sei giocatori».
Tre settimane di lavoro con la squadra: a che punto siamo?
In tre settimane non riesci ad automatizzare tutto. Abbiamo tante regole in difesa e in attacco, tra giochi e rimesse. Ma non c’è solo questo. Il gruppo, in generale, deve sapere qual è la soluzione giusta in ogni momento della partita.
Cosa ha preferito e cosa le è piaciuto di meno, fin qui?
La cosa che mi è piaciuta di meno? Sarei ingeneroso nei confronti dei ragazzi. Che stanno lavorando e si stanno impegnando. Sono molto soddisfatto della loro attitudine. Hanno attenzione e voglia di fare bene ciò che chiedo. I contenuti di ciascun test ci hanno fin qui aiutato a capire cosa dobbiamo mettere a posto. Abbiamo punti forti, e al contempo ci focalizziamo sulle cose che non vanno bene. Ad esempio, è stato fastidioso concedere canestri facili agli avversari. Disturba sempre, anche in amichevole. I ragazzi sono consapevoli, hanno coscienza di ciò che non va ancora bene e di ciò che invece funziona.

A Vicenza hanno debuttato Burns e Vencato...
E ho accorciato le rotazioni, ho dato meno spazio ai giovani. Voglio che ciascun elemento impari a giocare in assetti diversi. Sabatini deve stare in campo non solo con Lombardi e Da Ros, ma pure con Burns. E a sua volta Burns deve essere in quintetto una volta con Da Ros e una con Lombardi. Voglio che si creino feeling e chimica.
Naumoski non si sta ancora allenando. Il club sta già guardando al mercato?
Con noi, dal primo giorno, c’è Bedin aggregato. Ma la società sta osservando il mercato a 360 gradi. Chiaramente Bedin è già integrato. Quotidianamente, anche su questo tema, mi confronto con il club manager Giacomo Carrera.
Che sensazioni le sta dando questo gruppo?
Dovreste chiederlo ai giocatori... Ho vissuto tanti campionati. Di mio, avverto che i ragazzi stanno bene insieme. Il segreto di ogni stagione sta nella compattezza e nella solidità del collettivo. Ai giocatori ho detto fin da subito che, per assurdo, la cosa più importante è che vadano d’accordo tra di loro nello spogliatoio e meno d’accordo con me. Se si trovano bene si vince, perché gli atleti diventano come gli anelli di un’unica catena. Se invece dovessero trovarsi bene con me, ma non tra di loro, si farebbe poca strada.




