Telegraficamente, le novità in primo piano. La «newco», ossia la nuova società, si sta costituendo. Punta a un titolo di serie B Nazionale. Probabilmente quello di Nocera, e non quello di Jesi. È chiamata a riportare il basket nella nostra terra dopo la fine della Pallacanestro Brescia, avvenuta con il passaggio da Mauro Ferrari a Paul Matiasic, che ha portato il titolo a Roma per creare la Maxima.
Chi si sta muovendo per fare in modo che la pallacanestro a Brescia possa ricominciare già dalla prossima stagione si sta costituendo. Sta già lavorando per ottenere un titolo di serie B Nazionale, ossia la terza serie. Queste ore possono essere decisive. Jesi ha debiti. La pista, quindi, si complica, anche se era quella indicata dalle istituzioni federali, per ripartire. L’acquisizione è non è una passeggiata. Nocera pare al momento la via più possibile. Ma serve una due diligence da fare in poche ore. Forse già la mattina di oggi, mercoledì, ci potrebbero esserci novità.
Detto che la pallacanestro a Brescia prova ripartire dalla B1, bisogna capire da chi e in che modo. La nuova società, che qui verrà chiamata «Newco» per comodità, è in movimento. Graziella Bragaglio, dal 2009 presidente di Basket Brescia Leonessa e poi Pallacanestro Brescia, avrà un ruolo centrale, presidenziale. Sarà a capo del futuro, almeno dal punto di vista istituzionale. Accanto a lei, Matteo Bonetti, marito e uomo pallacanestro a 360 gradi.

Ma, adesso la nuova società mira a essere un soggetto collegiale, con 4-5 soci (imprenditori), pronti all’allargamento ad altre realtà. Poi ci sono gli sponsor. In primis A2A e Centrale del Latte, vicinissimi dal punto di vista etico-umano-morale-economico, ma per ovvie ragioni esterni.
Cosa si sta cercando di fare? Risposta: si è controllata la situazione di Jesi, che però porta con sé una condizione debitoria non invitante; per questo la partita si sposta su Nocera, a sua volta in trattativa con la nuova Trapani (Ac Trapani, indipendente dalla Shark di Antonini). Ma la trattativa tra i campani e i siciliani sarebbe in stallo.
Perché? In soldoni, il sunto è questo. Mauro Ferrari, l’uomo-pallacanestro a Brescia dal 2016 (e, ancor di più, dal 2020) a oggi è pronto a versare soldi per l’acquisto di un titolo per non far morire il basket a Brescia. Senza ingerenze. Una sorta di risarcimento al territorio, privo di tornaconto. L’imprenditore sarebbe pronto a mettere sul tavolo il titolo senza poi venir coinvolto nella nuova realtà. Nessuno, tra i soggetti coinvolti, desidera che ci sia un legame col passato.
Quello che si sa
Gli sponsor-partner-soci che si sono presentati in Loggia lunedì porterebbero una cubatura di 1.8 milioni di euro. Non è poco. Per la B Nazionale, anzi, è tanto. Posto che, nei prossimi giorni, si dovrà capire se qualcuno si sfila, ma soprattutto se qualcuno si aggiunge, circostanza che potrebbe ampliare di non poco la «potenza di fuoco» della nuova realtà. Come si chiamerà, a proposito? Si gira attorno alle parole Leonessa, Basket e Brescia. Ma nulla è stato definito.
Il titolo di Nocera potrebbe costare attorno ai 350mila euro. A Ferrari. Che poi lo offrirebbe alla suddetta «newco» a una cifra simbolica. Un euro o giù di lì.
Resta poi il grande tema delle giovanili. Il settore «verde» e l’Academy. Dove andranno? Saranno un satellite della Maxima Roma o potranno rientrare nella nuova realtà? O saranno magari un soggetto terzo? Il punto di domanda resta.
Fatto sta che tutti i meeting fatti (tra ieri e l’altroieri, tra Cda, investitori e tifosi) sono andati molto bene. Tutti soddisfatti. Il sindaco Laura Castelletti sta facendo gli straordinari degli straordinari per portare a casa un risultato. Il tessuto economico di Brescia ha risposto a gran voce. I tifosi non contestano: gli Irriducibili (si può leggere a parte) sono pronti a fare qualsiasi cosa sia utile per ripartire. A livello pratico. Senza perdere tempo.



