Pallacanestro Brescia: è la fine, il titolo a Roma. E oggi parla Ferrari

Nella Capitale nasce il nuovo sodalizio Maxima. Resta l’amarezza dei tifosi, che si accompagna però al sogno di ricominciare
Daniele Ardenghi

Daniele Ardenghi

Giornalista

La Pallacanestro Brescia dice addio anche al PalaLeonessa - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
La Pallacanestro Brescia dice addio anche al PalaLeonessa - Foto Newreporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

La notizia più temuta e assurda (purtroppo non inattesa) è che la Pallacanestro Brescia non c’è più. La società passa in mano all’americano Paul Matiasic, ormai ex proprietario di Trieste. Mauro Ferrari, amministratore delegato di Germani Spa, ha ceduto. Oggi, alle 17, nella di fatto ex sede del club, a San Zeno, parlerà in conferenza stampa.

Sarà un momento verità dopo tanto silenzio. Ferrari spiegherà le ragioni del proprio passo indietro. E magari le proprie mosse per il futuro, se ci sono. Non si tacciono, infatti, le voci che lo vogliono pronto a calare un asso sul tavolo. Qualcosa di completamente inatteso. Di cosa si tratti, non si sa. C’è chi parla di un suo possibile coinvolgimento nel mondo del calcio, magari da abbinare al settore giovanile cestistico che è stato creato negli anni e che comunque dovrebbe restare attivo, ma le indiscrezioni non trovano alcuna conferma.

In realtà nessuno, al momento, possiede i contorni di ciò che potrà o potrebbe essere. Intanto la palla a spicchi nella nostra terra scompare, almeno per come la si era conosciuta fin qui. Era tornata nel 2009 con Bragaglio e Bonetti (Basket Brescia Leonessa), dopo il fallimento del Basket Brescia del 1996. Nel 2016 l’approdo in serie A e l’ingresso di Germani. Prima come sponsor principale, poi – dal 2020, inizio dell’era Pallacanestro Brescia – , come proprietario.

Difficile trovare un punto dal quale cominciare. Vale forse la pena farlo dall’assurdità dei modi in cui non solo i bresciani, ma tutto il movimento italiano hanno appreso la notizia. Attorno alle 13, sul sito dell’Eurolega, ecco il post circa le decisioni del board della competizione. Al paragrafo Eurocup, la grafica – con scritte in bianco su sfondo blu –  dell’elenco delle partecipanti. Con una licenza annuale compare per la prima volta nella storia il nome della nuova squadra di Matiasic: Maxima Roma (Ettore Messina è il principale candidato per la panchina). Per i bresciani è il segnale della fine. Prima che l’Italia risponda passano circa tre ore. La Fip pubblica la nota relativa al Consiglio straordinario che era iniziato non molto prima.

Le squadre annunciate dall'Eurocup
Le squadre annunciate dall'Eurocup

«Il Consiglio federale, riunitosi oggi in via straordinaria e in modalità web conference, ha esaminato la documentazione prodotta dalla società Pallacanestro Brescia per trasferire la propria sede da Brescia a Roma – si legge nel comunicato –. Il Consiglio federale ha ritenuto l’istanza provvista dei requisiti di meritevolezza, subordinandone l’accoglimento al rispetto degli obblighi e delle scadenze previste dal manuale delle licenze per la partecipazione al Campionato di serie A 2026-2027. La Federazione ribadisce di aver sempre agito in sinergia con la Lba, nel rispetto delle norme vigenti. Il rispetto del sentimento dei tifosi non può mai venir meno, essendo il fulcro di ogni attività sportiva, il motore del movimento, ma, allo stesso modo, è necessario rispettare le scelte di ogni imprenditore a cui non è possibile impedire di operare a tutela dei propri legittimi interessi».

Tradotto: ci dispiace molto per gli appassionati bresciani, ma Ferrari può agire come meglio crede. La Legabasket riprende le parole della Fip e basta. Attorno alle 17 arriva l’invito alla conferenza stampa, non spedito attraverso i canali ufficiali della Pallacanestro Brescia. Interpellata, la sindaca Laura Castelletti non ha rilasciato dichiarazioni in merito.

Ricostruzioni

In mattinata avevano iniziato a circolare voci sulla dinamica della liaison Matiasic-Ferrari. I primi abboccamenti sarebbero risalenti a diverso tempo fa. Ai primi mesi del 2026. L’accelerazione alla trattativa sarebbe arrivata dopo. Le sterzate definitive, invece, potrebbero essere fatte coincidere con lo scioglimento del Consiglio di Amministrazione della Pallacanestro Brescia e con l’iscrizione all’ultimo minuto alla Champions League.

Ferrari ha investito circa 30 milioni in un decennio di serie A. Da sponsor prima e proprietario poi, ha ottenuto risultati di spessore. L’unico trofeo vinto è la Coppa Italia del 2023. Ma ci sono pure tre semifinali e una finale scudetto e quattro partecipazioni all’Eurocup. Tra le domande che gli verranno poste oggi non potrà mancare la seguente: perché, se l’obiettivo era quello di fare un passo indietro, non si è mosso diversamente, cercando magari soggetti interessati che potessero provare a garantire la sussistenza della Pallacanestro Brescia in serie A? Perché trascinare nel baratro un club rinato con fatica e arrivato a vette mai raggiunte, in una piazza che ha dimostrato immenso attaccamento a questo sport e a questi colori?

Mauro Ferrari - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it
Mauro Ferrari - Foto New Reporter Checchi © www.giornaledibrescia.it

In mattinata era stato significativo l’intervento degli Irriducibili, già pronti alla fine. Una loro delegazione sarà presente alla conferenza di oggi. «Proviamo dispiacere, e potremmo dire tante cose – si legge nella nota – . Ma siamo bresciani. E da bresciani ci rimbocchiamo le maniche e guardiamo avanti. Da bresciani non abbassiamo la testa. Da bresciani chiediamo il supporto dei bresciani che amano questo sport. Siamo rimasti in panchina, ma adesso è tempo di agire. Lo diciamo agli imprenditori che negli anni hanno creduto e amato la nostra realtà. Lo diciamo ai tifosi che hanno gremito San Filippo, PalaGeorge e PalaLeonessa: tutto questo non deve finire».

E, ancora: «Dimentichiamoci la serie A, la serie A2. Ripartiamo da dove sarà possibile. Ci mettiamo a disposizione per fare il possibile e al tempo stesso chiediamo di essere coinvolti».

Tra le paure più grandi, quella di rivivere quanto accaduto di recente: «Il silenzio, l’immobilismo, le paure, le voci e soprattutto i tempi strettissimi che adesso impongono di correre per provare a riaccendere qualcosa, non devono esserci mai più. Chiediamo alla politica di unirsi, di non fare sciacallaggio, che non serve a nulla, ma di lanciare un segnale bipartisan: se il mondo politico ha veramente a cuore quel patrimonio che il basket a Brescia rappresenta, si schieri assieme per ottenere qualcosa da cui ripartire».

La realtà è che ogni ragionamento sarà forse possibile a partire da stasera. Da dopo le parole di Ferrari. Dalla fine del silenzio. Da quando sarà tutto un po’ più chiaro, forse.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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