Nadia Fanchini: «Ragazzi, diventate grandi: credeteci, si può fare!»

L’ex campionessa bresciana ricorda il suo percorso di crescita e dà qualche consiglio ai giovani che sognano un futuro nello sci che conta
Alessandro Carini

Alessandro Carini

Vicecaposervizio

Nadia Fanchini in una recente immagine - © www.giornaledibrescia.it
Nadia Fanchini in una recente immagine - © www.giornaledibrescia.it

Lei c’è passata e quindi qualche consiglio può darlo a chi adesso con gli sci sogna un futuro in grande, o quanto meno di personale soddisfazione. Nadia Fanchini nella squadra del Comitato entrò con tante speranze, che si concretizzarono poi in una carriera coi fiocchi (non solo quelli di neve...), su tutti le due vittorie in Coppa del mondo e le due medaglie (argento e bronzo) ai Mondiali.

Per questi ragazzi che cosa rappresenta l’ingresso nella squadra regionale?

È il momento in cui si diventa un po’ grandi. Già il passaggio da Allievi a Giovani è fare un salto in un altro mondo, ma poi, se si riesce ad entrare a far parte della squadra del Comitato, si comincia ad entrare in una dimensione diversa. Pensando alla mia esperienza personale, per me fu un privilegio: ricordo perfettamente l’emozione per la prime convocazioni da "osservata", perché già quello era un traguardo importante per chi come me sperava e sognava un futuro nello sci dei campioni.

Che consigli può dare?

Devono tener presente che questo è un primo passo e che poi la strada sarà ancora lunga. Certo è un’occasione, che i ragazzi e le ragazze si sono meritata e che non va sprecata. Quindi è il momento di lavorare con costanza e disponibilità al sacrificio: sono adolescenti ed a loro non è concesso di fare tutto quello che fanno i loro coetanei. Però le privazioni di adesso tra qualche anno le rivedranno in modo diverso, sentiranno che sono state un bene per loro: per me è stato così.

Come affrontare le difficoltà?

Con dedizione e resilienza. Alcuni di loro (penso ad esempio ai problemi alla schiena di Lorenzo Patroni, figlio del mio ex preparatore atletico Paolo) hanno già dovuto fare i conti con qualche infortunio. Purtroppo fanno parte del gioco, sicuramente limitano, soprattutto se si susseguono. Ma ti insegnano anche tanto, ti aiutano a conoscerti meglio ed a crescere, se li affronti con determinazione. L’impegno che si sono presi è un bell’impegno, ora non si scherza più. Bisogna lavorare e crederci sempre: si può fare! 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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