Merighetti e Fanchini: «Che emozione i nostri Giochi in televisione»

Nelle case degli italiani hanno portato le emozioni. Quelle delle sciatrici da medaglia, Federica Brignone in primis. Ma anche le loro. Perché un’Olimpiade, anche se vissuta al di qua degli schermi, resta sempre qualcosa di unico. La prima da commentatrice per Nadia Fanchini, la terza per Daniela Merighetti. Esperienze diverse, tv diverse, ma unica emozione per le due sciatrici bresciane, entrate comunque nelle case del Paese con un altro ruolo.
Insieme hanno condiviso da atlete due edizioni olimpiche e in tutto ne hanno vissute tre. A Sochi 2014 hanno affrontato – in maniera differente, una in gigante e l’altra in discesa – quella sensazione strana che provoca un quarto posto per pochi centesimi, un misto tra l’orgoglio per il grande risultato e il rimpianto per l’unica medaglia a cinque cerchi sfumata. E stavolta hanno gioito in diretta, anche perché i podi azzurri dello sci alpino femminile portano la firma di Federica Brignone (due ori) e Sofia Goggia (un bronzo), due che un tempo erano compagne di squadra.

Sul posto
Nadia Fanchini, voce tecnica della Rai per lo sci femminile, ha avuto la fortuna di vivere tutto il programma direttamente a Cortina d’Ampezzo. «Ho visto tutte e cinque le gare – racconta la trentanovenne di Montecampione – ed è stato bellissimo, perché oltre ad aver la fortuna di vederle, ho avuto anche la possibilità di vedere le ragazze post medaglia. In albergo, quando c’è stato il brindisi. Ma niente ore piccole a Casa Austria...», sorride riferendosi ai video di una Brignone scatenata nella notte post superG.
«Tecnicamente è stata un’Olimpiade super – fa eco la 44enne Daniela Merighetti, da tanti anni commentatrice per le discipline veloci su Eurosport – e ho avuto la fortuna di esprimere la mia gioia per l’oro in superG di Brignone e il bronzo di Goggia in discesa. Mi è dispiaciuto solo non vivere lo spirito olimpico sul luogo, visto che eravamo in studio a Milano per i commenti, ma è stata comunque un’emozione non comune».
Filo rosso
Emozione è il minimo comune denominatore per entrambe. Un concetto che vale per il bello ed il brutto dello sport. Vale per i trionfi, i podi. Vale anche per i momenti difficili, come le cadute o le delusioni. Da vivere con distacco, se possibile. «È facile lasciarsi trasportare dalle emozioni quando si vince – sottolinea Merighetti – ma non bisogna nemmeno entrare troppo nella parte se ci sono infortuni, oppure se i risultati non sono all’altezza. Anche se parli di un’amica, è fondamentale essere imparziale».
Il cuore

«Quando commento – spiega Fanchini, al primo anno al seguito del Circo Rosa – mi sento ancora tanto coinvolta. Vale per chi ha vinto, ma so anche bene cosa provava Della Mea, quando è arrivata quarta in gigante come feci io a Sochi. E che tristezza quando è caduta Vonn».
Su una cosa, però, entrambe concordano: «Federica Brignone è stata pazzesca». «Ha lavorato molto mentalmente – dice Nadia – ed ha raccolto i frutti. Le ho chiesto se continua, ma molti la frenano. L’Olimpiade ha giocato brutti scherzi a molti, Brignone è invece stata libera di testa. Nemmeno lei pensava di andare così bene». «A inizio Giochi le avevo consigliato di lasciar perdere la discesa – dice Dada – e per fortuna non mi ha ascoltato. Le è servita per ingranare, arrivare non da favorita l’ha aiutata, ma due ori nessuno se li aspettava».
Come Nadia non s’aspettava la dedica alla sorella Elena da parte di Goggia, dopo il bronzo in discesa: «È stata una grande cosa nel giorno del terzo anniversario della scomparsa, dopo una gara gestita perfettamente da Sofia: con tutta la confusione in seguito alla caduta di Vonn, lei è stata comunque pronta». Dada invece è diventata virale per le sue esultanze spoilerate sui social: «In tanti mi hanno scritto, ho vissuto intensamente il tutto grazie anche alla Finanza che ci dà sempre questa possibilità».
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