Donazione organi, 2025 record: al Civile eseguiti 49 trapianti di rene

Donazioni di organi ai massimi storici in Italia: nel 2025 hanno raggiunto quota 2.164 (+3,2% rispetto all’anno precedente), permettendo di realizzare 4.697 trapianti, anche questi in crescita. Brescia in tutto questo ha fatto – e sta facendo – la propria parte: lo scorso anno all’Asst Spedali Civili sono stati eseguiti 49 trapianti di rene e nel 2026 sono già 16.
Prelievi
Le donazioni, nel 2025, sono state 38, a fronte di 53 potenziali donatori segnalati. Vengono eseguite in morte o in vita. In questo secondo caso possono essere prelevati la testa del femore, dopo un intervento di protesi d’anca, il midollo osseo, il sangue cordonale, una parte del fegato e il rene. Quest’ultimo dopo il nulla osta del magistrato e una valutazione nefrologica, psicologia e di una commissione esterna. A riferirlo è Paola Terenghi, responsabile del Coordinamento ospedaliero di procurement (Cop) di organi e tessuti a scopo di trapianto dell’Asst Spedali Civili, al lavoro in sinergia con Nicola Bossini, responsabile medico del Centro Trapianto di rene.
Dei 49 trapianti di reni del 2025 due sono stati eseguiti da donatore vivente e altri due sono già avvenuti quest’anno. «C’è la madre che dona il rene alla figlia, il fratello che lo dona alla sorella – racconta Ernesto Di Betta, responsabile dell’attività chirurgica del trapianto, affiancato da Francesca Valerio, responsabile medico dei trapianti da vivente –. Sono storie bellissime, che legano per sempre. I pazienti con insufficienza renale che hanno la fortuna di avere un donatore vivente compatibile possono essere sottoposti al trapianto che, oltre a non avere lunghi tempi d’attesa, offre il miglior risultato possibile a breve e lungo termine».
I prelievi post morte, invece, vengono eseguiti – ricordiamo – a cuore fermo (dopo che un medico ha certificato la morte eseguendo un elettro-cardiogramma per venti minuti) o a cuore battente, a seguito dell’accertamento neurologico della morte, che prevede due valutazioni a distanza di almeno sei ore a cura di un collegio composto da tre medici. Complessivamente, come ha riferito il Centro regionale trapianti in una comunicazione ufficiale arrivata in questi giorni, «l’impegno profuso nell’attività di procurement dagli Spedali Civili nel 2025 ha consentito una nuova speranza di vita a 98 riceventi di organi e ha contribuito con 504 prelievi di tessuti alla cura di oltre 4.400 pazienti».

In Italia
In Italia, si diceva, le donazioni di organi hanno toccato un nuovo primato. A metterlo in evidenza è il Report preliminare del Centro nazionale trapianti diffuso nei giorni scorsi. Positivo è anche il trend dei trapianti: nel dettaglio quelli di cuore sono passati dai 413 del 2024 ai 461 del 2025 (+11,6%). Stabili i trapianti di rene (2.347), in lieve crescita quelli di fegato (1.770), ai quali vanno aggiunti anche 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas.
Negativo, invece, il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica. «Manifestare la propria volontà è fondamentale – commenta la dottoressa Terenghi –. In caso di dubbio è preferibile informarsi e prendersi il tempo necessario, piuttosto che esprimere subito un "no". Per aiutare i giovani a compiere una scelta consapevole interveniamo spesso nelle scuole superiori insieme all’Aido. Dire "sì" significa compiere un gesto di responsabilità e restituire qualcosa alla società che ci ha garantito cure e assistenza». Un impegno, quello della sensibilizzazione, che resta centrale anche per il futuro: dietro ogni scelta consapevole c’è la possibilità concreta di salvare vite e dare una seconda opportunità a chi è in attesa di un trapianto.
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