Donazione organi: 396mila bresciani dicono «sì», ma 182.500 si oppongono

La cultura della donazione di organi e tessuti dopo la morte è diffusa, ma resta significativa la quota di cittadini contrari. Sono quasi 396mila i residenti di città e provincia che hanno espresso il proprio «sì» al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità, a fronte di 182.500 opposizioni: numeri che confermano una sensibilità ampia, ma non ancora pienamente consolidata. L’occasione per tornare sul tema è la Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, che si celebra domani, 19 aprile.
I dati del Ministero della Salute mostrano come, a livello nazionale, prevalgano i consensi: superano i 16,3 milioni e rappresentano circa il 66% delle dichiarazioni depositate da quando i Municipi offrono questa possibilità. Le opposizioni si fermano a poco più di un terzo, mentre le astensioni non vengono conteggiate in quanto la scelta viene rinviata a un secondo momento.
La Lombardia si colloca leggermente sopra la media italiana, con quasi il 68% di «sì», mentre alcune realtà, come la provincia autonoma di Trento, la Sardegna, la Valle d’Aosta e la Toscana raggiungono valori più elevati. Al contrario, le percentuali di opposizione risultano più alte nelle regioni del Sud, con la Sicilia che sfiora il 45%.
Nel Bresciano
Nel dettaglio della nostra provincia, le dichiarazioni possono essere registrate in tutti i 205 comuni. Qui la quota di consensi raggiunge il 68,5%, quindi oltre la media regionale e nazionale, mentre quella dei «no» si ferma al 31,5%. È interessante osservare anche l’andamento delle scelte nel tempo.
Nel Bresciano negli ultimi anni la percentuale di opposizioni è cresciuta in modo sensibile: si è passati dal 28% del 2018 fino a superare il 37% sia nel 2025 sia quest’anno. Un trend che si conferma a livello nazionale: tra le dichiarazioni formalizzate l’anno scorso i «no» sono stati il 40,1%, l’anno prima il 36,3%. L’aumento ha interessati tutte le regioni e tutte le fasce d’età, in particolare i 18-30enni. Succede in tempi in cui la Rete trapiantologica italiana sta registrando i numeri più alti mai realizzati sia per l’attività relativa agli organi, ai tessuti e alle cellule staminali emopoietiche. Tempi segnati anche dalla tragica vicenda del bambino di Napoli morto lo scorso febbraio dopo il trapianto di un cuore danneggiato.
Aido
«A mio avviso – osserva Vittoria Mensi, presidente dell’Aido provinciale – i "no" sono attribuibili soltanto a una mancanza di informazione: spesso dietro il rifiuto non c’è una scelta consapevole, ma timori e dubbi che nascono da una conoscenza parziale o distorta dell’argomento e che finiscono per generare paura». L’impegno dell’associazione, che nel Bresciano conta 59mila associati, prosegue quindi con rinnovata determinazione.
In occasione della Giornata nazionale il Ministero della Salute ha lanciato una campagna per dimostrare – attraverso le testimonianze di chi ha ricevuto una nuova opportunità – come «un semplice gesto di responsabilità civile possa trasformarsi in un dono inestimabile per il prossimo». In parallelo l’Aido provinciale ha invitato tutti i Comuni bresciani a illuminare di rosso, o rosso e bianco, un monumento significativo. A Brescia, ad esempio, si colorerà la Loggia. Inoltre, racconta la presidente, «i nostri gruppi comunali e intercomunali, presenti in 62 paesi, saranno nelle piazze con punti informativi per sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione». Domani (domenica) la sezione provinciale sarà a Campo Marte, in città. Oggi alle 15 c’è invece l’assemblea provinciale ordinaria intermedia Aido «Laura Astori» di Brescia, nell’aula consiliare di Collebeato. La ricorrenza è dedicata alla memoria di Mario Antonini, «figura stimata per disponibilità e generosità – spiega Mensi –. È stato presidente del gruppo Aido di Collebeato».
Liste d’attesa
Tutte iniziative che puntano ad accrescere la sensibilità e la consapevolezza sul tema della donazione, anche alla luce delle liste d’attesa per i trapianti.
Un quadro aggiornato è disponibile sul Sistema informativo trapianti, che restituisce la dimensione del fenomeno: a livello nazionale sono più di seimila le persone in attesa di un rene, delle quali quasi 900 lombarde, con tempi che possono superare i tre anni. Circa un migliaio i pazienti in lista per il fegato, con attese oltre l’anno. Più contenuti i numeri per il pancreas, con poco più di 200 persone, ma i tempi si allungano fino a superare i sei anni.
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