Salute e benessere

Sistema informatico in tilt e ricette bloccate: allarme dei medici di famiglia

Martedì giornata da incubo per professionisti e pazienti. Ci sono state ripercussioni anche in ospedali e farmacie. Rossi (Fimmg): «Anche oggi il Siss dà problemi e in alcuni casi dobbiamo utilizzare le ricette rosse. Siamo molto arrabbiati»
Un medico
Un medico

«Un incubo». «Una ricetta sì, una no». «Si va a singhiozzo». Le frasi corrono nelle chat dei medici di famiglia bresciani e raccontano la giornata di difficoltà vissuta ieri negli ambulatori. Ancora una volta a creare problemi è stato il Siss, il sistema informatico regionale utilizzato per la gestione delle ricette elettroniche e dei certificati di malattia, andato in tilt e rimasto a lungo non operativo.

Il blocco è avvenuto martedì e ha avuto ripercussioni sul lavoro dei medici di famiglia, ma anche degli ospedali e delle farmacie del territorio. In particolare nelle farmacie il problema si presenta quando i pazienti non hanno il promemoria cartaceo: non funzionando il sistema, devono tornare qualche ora dopo per ritirare il farmaco di cui hanno bisogno.

Disagi per i pazienti

Aria, la società che gestisce il Siss, ha confermato il problema parlando di un’interruzione temporanea durata all’incirca tre ore. Per i medici bresciani è stata «una giornata infernale», tra tentativi di accesso falliti, necessità di ricorrere alle vecchie ricette rosse e lavoro accumulato.

Oggi, mercoledì, la situazione va meglio, ma in alcuni casi non risulta risolta: «A random, ogni tanto, il sistema non emette ricette elettroniche, ma ci fa passare direttamente a quelle rosse che tra l’altro ci vengono consegnate con il contagocce – spiega Angelo Rossi, referente provinciale della Fimmg -. I pazienti devono, quindi, passare a ritirale. Si crea così un bel viavai in segreteria e in alcuni momenti si affolla la sala d’attesa».

Non è l’unico problema

Rossi ribadisce per l’ennesima volta che «la situazione è inaccettabile. Ogni volta che eseguono una manutenzione al Siss, il giorno seguente riscontriamo problemi. Vi lascio immaginare lo stato d’animo di noi medici di famiglia, alle prese, tra l’altro, con la confusione generata dai turni da svolgere nelle Case di Comunità». Realtà, queste ultime, «dotate di sistemi informatici che non sono omogenei, non dialogano e non all’altezza del servizio». 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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