I problemi informatici ostacolano il lavoro dei medici di famiglia

«Funziona un giorno no e un giorno forse», racconta da Rezzato il medico di famiglia Giovanni Gozio. «Le giornate normali rappresentano l’eccezione», aggiunge il collega di Leno Angelo Rossi, elencando le date di gennaio in cui ha ricevuto avvisi di «disservizio generalizzato», «disservizio parziale», «disservizio dei servizi di firma».
Il problema è sempre lo stesso: l’inaffidabilità del sistema informatico regionale Siss, in uso nei loro ambulatori, in quelli dei pediatri di libera scelta, ma anche negli ospedali e nelle farmacie. Spesso, infatti, per alcune ore al giorno, in maniera non uniforme sul territorio, smette di funzionare impedendo l’emissione di ricette elettroniche e certificati di malattia.
«Così lavoriamo male – commenta Giovanni Gozio, vicepresidente del consiglio provinciale dello Snami –: le incombenze si accumulano e i pazienti devono tornare in ambulatorio a ritirare, come un tempo, le ricette rosse, che peraltro possiamo ottenere solo in modo contingentato. Giustamente sono abituati a ricevere la prescrizione sul cellulare: un servizio irrinunciabile».
Lo sfogo
La Regione è consapevole del problema. In una lettera che risale ad alcuni mesi fa, facendo riferimento a due giornate nere, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso aveva riferito di «profonda preoccupazione» e «più fermo disappunto per il grave malfunzionamento del Siss».
Il destinatario era Aria, l’azienda regionale che gestisce, appunto, questo sistema informatico: «Tale episodio, che si inserisce in una sequenza ormai troppo lunga di disservizi analoghi, ha determinato l’impossibilità per i medici di medicina generale, per gli specialisti e per gli operatori sanitari e amministrativi delle nostre Asst, Ats ed erogatori privati di svolgere funzioni essenziali del proprio lavoro, rendendo difficoltosa l’erogazione di servizi fondamentali ai cittadini e ai pazienti lombardi quali prescrizioni, certificazioni, accettazioni di visite mediche, esami diagnostici ed ematici».
Le segnalazioni
Le segnalazioni pervenute «denunciano l’insostenibilità di una situazione che ormai ha assunto carattere strutturale. È inaccettabile – leggiamo – che un sistema informativo regionale di importanza strategica come il Siss continui a mostrare vulnerabilità così gravi e ripetute, senza che siano state adottate soluzioni concrete e definitive».
«La persistenza di tali criticità compromette non solo la funzionalità amministrativa, ma soprattutto la capacità di cura e di assistenza, determinando condizioni di stress operativo per i professionisti e, soprattutto, un danno diretto e immediato per i cittadini e i pazienti, cui viene negata la piena fruizione dei propri diritti».
L’impegno
Dall’invio della lettera è trascorso del tempo, però, i malfunzionamenti continuano a rallentare il lavoro dei medici e a complicare l’accesso alle cure per i cittadini, già alle prese con le difficoltà di prenotazione legate al passaggio al Cup unico regionale.
A gennaio, ad esempio, è accaduto soprattutto nelle settimane centrali. «Chiediamo solo di poter disporre di uno strumento che funzioni», aggiunge Gozio (che è anche vicepresidente dello Snami Brescia) riferendosi al Siss.
Interpellata dal nostro giornale, Aria riconosce i disagi: «I disservizi registrati sono riconducibili a una concomitanza di fattori, di natura sia interna sia esterna, oggetto di un monitoraggio tecnico costante, nella piena consapevolezza dei disagi che incidono sull’attività quotidiana dei professionisti sanitari e sui pazienti».
Relativamente alle cause del problema aggiunge che «le interruzioni di servizio si inseriscono in una fase di profonda evoluzione di un’infrastruttura digitale ampia e complessa, caratterizzata da numerose interdipendenze e dalla coesistenza di componenti tecnologiche nuove e vecchie. In contesti di questa natura, temporanee instabilità risultano coerenti con i livelli di servizio di sistemi analoghi a livello nazionale».
Obiettivi
Aria sostiene di essere al lavoro per affrontare la questione: «I nostri tecnici e i sistemi di monitoraggio operano in modo continuativo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, inclusi notturni e festivi, per presidiare i sistemi e intervenire tempestivamente su ogni alert di disservizio, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto operativo. Ogni evento viene puntualmente analizzato e stiamo aggiornando il piano degli interventi per individuare le azioni più efficaci da attuare nel breve periodo sui servizi maggiormente critici».
«Gli interventi e i piani di azione sono condivisi con Regione, viene mantenuto un presidio congiunto sull’evoluzione dei servizi. Sono inoltre in corso importanti interventi di rinnovamento e modernizzazione tecnologica – conclude –, finalizzati a rafforzare la sicurezza, aumentare l’affidabilità complessiva delle piattaforme e prevenire il ripetersi di anomalie, nella consapevolezza della centralità di questi servizi per l’attività clinica e per la tutela dei pazienti».
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