Cosa sono i cibi ultra-processati e quanto dovremmo preoccuparci?

Federica Federici Signori, biologa nutrizionista
Merendine, snack e piatti pronti: ecco cosa li rende diversi dagli alimenti freschi e perché sono da evitare
Ecco perché i cibi ultra-processati non dovrebbero far parte della quotidianità
Ecco perché i cibi ultra-processati non dovrebbero far parte della quotidianità
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Sentiamo continuamente parlare di cibi ultra-processati e dei loro effetti negativi sulla nostra salute. Ma quali sono? Come riconoscerli? E davvero fanno male alla nostra salute?

Cosa sono i cibi ultra-processati

Con cibi ultra-processati si intendono formulazioni alimentari industriali che subiscono lavorazioni intense e che contengono nella loro formulazione ingredienti come additivi, zuccheri e grassi, e sono invece poveri di nutrienti essenziali «veri» (come vitamine, minerali, fibre, carboidrati complessi, proteine nobili e grassi buoni).

I cibi ultra-processati contengono formulazioni industriali
I cibi ultra-processati contengono formulazioni industriali

Sono quindi produzioni destinate all’uso alimentare, ma che hanno subito ripetute lavorazioni: in questa definizione sono inclusi alcuni prodotti da forno, snack confezionati, bevande gassate, cereali zuccherati ed anche prodotti pronti per il consumo e da riscaldare. Presentano coloranti, emulsionanti, aromi, additivi e sono generalmente anche un concentrato di calorie (perché contengono spesso anche zuccheri aggiunti!).

Il consumo di questa tipologia di alimenti è cresciuto in modo esponenziale nel tempo in tutto il mondo, e soprattutto nei paesi occidentali. Ma perché? Perché sono pratici (eh si, stanno ovunque!), hanno un gusto super (e spesso campagne di marketing volte ad esaltarlo) e un costo relativamente basso.

Queste 3 caratteristiche si adattano allo stile di vita attuale, caratterizzato da ritmi frenetici. La loro disponibilità continua ed il loro sapore ci creano una sorta di dipendenza e li rendono una scelta facile, anche se poveri di nutrienti.

Ultra-processati VS processati

La differenza tra i cibi processati e quelli definiti ultra-processati è il grado di lavorazione e anche la lista di ingredienti, spesso molto più lunga e complessa. I cibi processati sono alimenti che hanno sì subito modifiche (confezionamento, congelazione, macinazione, cottura), ma sono spesso un miglioramento di cibi freschi (come pane integrale o frutta secca), mentre gli ultra-processati vengono specificatamente trattati per migliorarne sapore, aspetto e durabilità.

Esempi sono i classici: patatine, merendine, caramelle gommose, bevande zuccherate ed energetiche, fast food, pesce trasformato in polpette o bastoncini, salse e condimenti. Ma ci sono anche alimenti «insospettabili», come: barrette sostitutive dei pasti, cereali glassati, pane in cassetta industriale, yogurt zuccherati alla frutta, purè istantaneo, sughi pronti, zuppe istantanee, vegan burger, alcuni omogeneizzati.

Anche le barrette energetiche possono essere ultra-processate
Anche le barrette energetiche possono essere ultra-processate

Rischi dei cibi ultra-processati

Preoccuparsi in questo caso è sensato: l’abuso di questi cibi è collegato ad un aumento del rischio di obesità, malattie metaboliche, cardiovascolari, e anche a problemi di dipendenza e infiammazione. Ma, come sempre, si parla di abuso e non di consumo occasionale.

Non sono le abitudini saltuarie ad avere effetti negativi sulla nostra salute, e quindi non è la merendina ogni tanto o il pasto combinato di fretta e con cibi pronti. È il rendere parte della nostra quotidianità alimenti poco genuini, e sostituirli a cibi ricchi di vitamine, minerali e fibre (come ad esempio la frutta).

A livello pratico, il consiglio è solitamente uno: imparare a riconoscere già dalla spesa gli alimenti di cui è bene ridurre la frequenza. E farlo è facile: meno ingredienti ci sono sull’etichetta, più è probabile che il cibo non sia ultra-processato (e quindi potrò consumarlo con maggior frequenza).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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