Nel Bresciano la domanda «quanto costa una Casa di riposo?» non ha più una risposta univoca. Dentro la stessa sigla, Rsa, convivono mondi diversi: il posto convenzionato, la camera doppia, la singola, il nucleo Alzheimer, il posto solvente, l’accoglienza temporanea, l’assistenza più intensiva. E così la forbice si allarga fino a diventare, a volte, insostenibile.
Ad alto costo
A dirlo è il prospetto pubblico di Ats Brescia su liste d’attesa e rette delle Rsa: la tariffa più alta risulta quella della Residenza Vittoria di via Calatafimi, in città, dove si può arrivare fino a 180 euro al giorno. Significa, conti alla mano, fino a 5.400 euro mensili. È la punta dell’iceberg di una graduatoria che racconta bene quanto il tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti pesi ormai sui bilanci familiari.
Subito sotto si collocano alcune strutture con posti privati o solventi, dove il costo sale soprattutto quando entrano in gioco camere singole, maggiore comfort alberghiero e servizi più personalizzati. È il caso, per esempio, delle Rsa Alessandro Luzzago e Livia Feroldi della Fondazione Casa di Dio, a Mompiano: secondo il tariffario pubblicato dalla Fondazione i posti privati possono arrivare a 115 euro al giorno in camera singola, pari a circa 3.450 euro al mese. Alla Feroldi incide anche la presenza del nucleo Alzheimer, che richiede personale formato, attività dedicate, maggiore sorveglianza e percorsi specifici per ospiti con decadimento cognitivo.
A basso costo
Il salto rispetto alle rette più basse è netto. Nelle strutture a contratto con il sistema pubblico, molte tariffe si muovono tra i 58 e i 70 euro al giorno, quindi tra 1.740 e 2.100 euro al mese. In alcuni casi si scende ancora, soprattutto nelle camere a più letti o nei posti ordinari convenzionati. È qui che si trova la fascia più accessibile, pur dentro una spesa comunque pesante per molte famiglie. Le differenze non dipendono solo dal nome e dalla fama della struttura, bensì da ciò che viene offerto e dal tipo di posto disponibile.
Una camera singola costa più di una doppia o tripla, e un posto privato costa più di uno accreditato, così come un nucleo Alzheimer o un reparto ad alta intensità assistenziale richiedono standard organizzativi più complessi. A incidere sono poi la fisioterapia, l’animazione, la presenza di spazi verdi, la qualità degli ambienti, i servizi alberghieri, la posizione e il rapporto tra operatori e ospiti.
Il risultato è un sistema a più velocità: da una parte le Rsa ordinarie, che restano comunque costose, dall’altra strutture o posti letto che assomigliano sempre più a residenze socio-sanitarie premium. In mezzo ci sono le famiglie, costrette a fare i conti non solo con la disponibilità economica ma anche con le liste d’attesa e con il livello di bisogno dell’anziano. Perché spesso la scelta non è tra caro e conveniente, ma tra ciò che si può pagare e ciò che serve davvero. E il dato più evidente è proprio questo: nel Bresciano l’assistenza residenziale può costare meno di 2mila euro al mese, ma può arrivare a toccare e superare i 5mila.



