Salute e benessere

Plasma in crescita in Lombardia, ma è allerta soggetti profit

Nel 2025 le donazioni in plasmaferesi sono aumentate dell’8,24%. All’assemblea regionale approvata una «mozione di vigilanza, anche attiva, nei confronti di tutti quei soggetti che cercano di attentare al modello italiano basato sulla gratuità»
Cresce la raccolta di plasma in Lombardia
Cresce la raccolta di plasma in Lombardia

È la crescita del plasma a indicare la direzione del sistema trasfusionale lombardo: nel 2025 le donazioni in plasmaferesi hanno registrato un aumento dell’8,24% rispetto all’anno precedente, arrivando a 89.210 unità. Il dato è stato presentato alla 55esima assemblea regionale di Avis Lombardia, che ha coinvolto le 12 Avis provinciali.

Nel suo intervento, il presidente di Avis Lombardia Pierangelo Colavito ha richiamato il senso di responsabilità dell’associazione e ha insistito sulla necessità di rafforzare la coesione interna: «La nostra forza non sta nell’uniformità, ma nella capacità di fare sintesi. Discutere è un segno di vitalità, dividersi in fazioni è un lusso che non possiamo permetterci, specie in un momento come questo, in cui Avis è sotto attacco. Non è un attacco frontale, è un’infiltrazione silenziosa e organizzata da parte di soggetti profit che, dietro il linguaggio rassicurante dell’aiuto e dell’efficientamento, stanno occupando spazi che non competono loro».

«Con la promessa di sostenere le nostre sedi nella promozione, nel reclutamento e nell’indirizzare i donatori agli ospedali, questi soggetti entrano nel nostro sistema, intercettano relazioni, acquisiscono dati sensibili e trasformano il dono in una leva di profitto. Questo non è supporto. La legge è limpida – sottolinea –: promuovere, chiamare e fidelizzare i donatori è compito delle associazioni di volontariato e delle Federazioni. Punto. Delegare o esternalizzare queste funzioni a chi punta al profitto significa violare lo spirito della norma, ma soprattutto tradire la fiducia dei nostri donatori e minare le fondamenta del Ssn».

Mozione di vigilanza

Per questo i delegati all’assemblea regionale sono stati chiamati ad approvare una mozione di vigilanza, «anche attiva, nei confronti di tutti quei soggetti che cercano o cercheranno di attentare al modello italiano basato sulla gratuità, sull’anonimato e sulla volontarietà del dono del sangue».

Presente all’assemblea, che si è tenuta nei giorni scorsi, Francesco Piovani, al timone di Avis provinciale di Brescia: «Nel nostro territorio non ci risultano infiltrazioni di questo tipo. Restiamo in allerta e cerchiamo di far capire l’importanza dell’associazionismo alle nuove generazioni attraverso il progetto scuola sostenuto dalla GdB Run. Un progetto che ci aiuta a raggiungere i giovani e, attraverso loro, a entrate in 15mila case».

Dall’incontro è emerso che nel 2025 Avis Lombardia conta 271.534 soci, di cui 262.853 donatori attivi (35.943 bresciani). Le donazioni totali si attestano a 463.891, in lieve flessione (-0,54%) rispetto al ’24. Il calo riguarda in particolare il sangue intero, mentre il plasma continua a crescere, confermando un’evoluzione strutturale del sistema.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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