Salute e benessere

Cosa succede al sangue dopo la donazione? Il percorso nel Bresciano

Tutto inizia al Centro lavorazione e validazione degli Spedali Civili, dove le provette vengono analizzate e le sacche suddivise nei diversi emocomponenti
La dottoressa Cretti nel Centro di lavorazione e validazione del sangue
La dottoressa Cretti nel Centro di lavorazione e validazione del sangue

Da Bagolino a Quinzano, da Adro a Edolo, passando per Brescia: ogni goccia di sangue donata nella nostra provincia fa un viaggio preciso verso il Centro lavorazione e validazione (Clv) del Simt dell’Asst Spedali Civili, dove prende forma la cura.

Qui le provette vengono analizzate e le sacche di sangue suddivise nei diversi emocomponenti, un passaggio indispensabile per garantire le trasfusioni e la produzione – a cura dell’industria – dei farmaci emoderivati, strumenti terapeutici fondamentali in numerosi ambiti della medicina. Un lavoro quotidiano, spesso lontano dai riflettori, che trasforma un gesto di solidarietà in una risposta concreta ai bisogni dei pazienti.

L’occasione per tornare sull’argomento è la GdB Run, la passeggiata-corsa organizzata dall’Editoriale Bresciana in collaborazione con il Comune per aiutare l’Avis provinciale a diffondere nelle scuole la cultura del dono. La data da segnare in agenda è il 7 giugno. Due i percorsi proposti da Uisp Brescia con partenza e arrivo da piazzale Arnaldo. Le iscrizioni sono già aperte a questo link

Come è organizzata la rete

I nove Clv presenti nella nostra regione sono elementi fondamentali della rete trasfusionale lombarda: in essi è centralizzata l’attività di lavorazione, qualificazione biologica e validazione di tutte le unità di sangue ed emocomponenti raccolte nel Dmte (Dipartimento di medicina trasfusionale ed ematologia) di riferimento.

I contenitori con le sacche tracciate grazie a un sistema a radio-frequenza
I contenitori con le sacche tracciate grazie a un sistema a radio-frequenza

Quello di Brescia copre l’intero territorio provinciale: vi afferiscono tutte le unità provenienti dai quattro Simt (Servizi di immunoematologia e medicina trasfusionale), corrispondenti alle quattro Asst: Spedali Civili, Garda, Franciacorta e Valcamonica e dalle unità di raccolta di Avis provinciale di Brescia e Croce Rossa. L’attività del Simt dell’Asst Spedali Civili si regge sull’impegno di personale medico (14 figure), 8 biologi, 38 tecnici e 8 infermieri.

Quanto sangue viene raccolto

«Nel 2025 – spiegano Lucia Cretti, direttrice facente funzione del Simt, e il coordinatore tecnico Massimo Lombardi – sono pervenute complessivamente al Clv 65.604 unità: 58.047 di sangue intero, 6.395 di plasma da aferesi e 1.161 di multicomponenti».

Linfa preziosa – alla quale si aggiungono i 7.409 pool piastrinici prodotti – in risposta ai bisogni di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private presenti nella Provincia: «Il sistema trasfusionale – precisano – è regolato dal Centro nazionale sangue che in sinergia con Areu/Struttura regionale di coordinamento mira a garantire l’autosufficienza a livello di Dipartimento e di regione e a contribuire all’autosufficienza dell’intero Paese».

Il dottor Lombardi mostra le celle in cui vengono conservati gli emocomponenti
Il dottor Lombardi mostra le celle in cui vengono conservati gli emocomponenti

«Questo risultato – proseguono – è raggiunto per gli emocomponenti (emazie, plasma e piastrine) grazie ai meccanismi di compensazione, mentre resta una criticità per il plasma, utilizzato per la produzione di farmaci emoderivati, come immunoglobuline e albumina».

Percorso tracciato e sicuro 

Qualche numero aiuta a capire la portata dell’attività: nel 2025 il Simt degli Spedali Civili ha trasfuso complessivamente 49.491 unità di emocomponenti. La quota più consistente è rappresentata dalle emazie concentrate (39.240), utilizzate soprattutto negli interventi chirurgici, nelle emergenze e per i pazienti con anemia.

Seguono le piastrine (7.523), fondamentali ad esempio per chi è sottoposto a chemioterapia o soffre di patologie ematologiche, e il plasma (2.728 unità).

Buona parte di questi emocomponenti (28.456 unità di emazie concentrate, 1.850 di plasma e 7.203 di piastrine) è stata utilizzata direttamente nelle sedi dell’Asst Spedali Civili, il resto è stato destinato alle strutture convenzionate: Poliambulanza, Maugeri, Richiedei, Domus Salutis, San Camillo, Sant’Anna, Città di Brescia e San Rocco.

«Un percorso rigoroso e tracciato in ogni sua parte – sottolineano Cretti e Lombardi – affinché emocomponenti ed emoderivati siano efficaci e sicuri».

Un circuito chiuso che si fonda su tecnologia avanzata, analisi approfondite e regole ferree: inizia con l’ago della donazione e si conclude con la sacca al letto del paziente.

Come viene lavorata ogni sacca di sangue

È un venerdì di aprile, mezzogiorno. Un furgoncino della Croce Bianca arriva puntuale al Centro lavorazione e validazione (Clv) degli Spedali Civili. Il volontario alla guida scarica quattro contenitori con sangue intero ed emocomponenti provenienti dalla sede dell’Avis provinciale.

Da qui prende avvio un percorso rigoroso e tracciato in ogni dettaglio. Come spiegano Cretti e Lombardi, i contenitori vengono collocati su una speciale apparecchiatura che, grazie alla tecnologia Rfid (Radio-frequency identification), acquisisce automaticamente i dati delle singole unità donate.

Il laboratorio di analisi dei campioni di sangue
Il laboratorio di analisi dei campioni di sangue

Conclusa l’accettazione, i contenitori vengono aperti e il percorso si divide. Le provette salgono al piano superiore, nel laboratorio di qualificazione biologica, dove il sangue viene analizzato con analizzatori che garantiscono la completa tracciabilità dei campioni. Attraverso test sierologici e di biologia molecolare si esclude l’eventuale presenza di Hiv, sifilide ed epatiti B e C.

Le sacche vengono centrifugate per favorire la separazione degli emocomponenti
Le sacche vengono centrifugate per favorire la separazione degli emocomponenti

Le sacche restano invece al piano terra, dove inizia la lavorazione. Il primo passaggio è la centrifugazione a 3.900 rotazioni al minuto, fondamentale per separare gli emocomponenti: i globuli rossi si depositano sul fondo, il plasma in superficie, mentre al centro si forma il «buffy coat», che contiene piastrine e leucociti.

Le sacche passano poi nello scompositore, un sistema di presse e bilance che consente di ottenere plasma, emazie concentrate e «buffy coat» destinato alla produzione dei pool piastrinici.

Lo scompositore consente di ottenere plasma, emazie concentrate e «buffy coat»
Lo scompositore consente di ottenere plasma, emazie concentrate e «buffy coat»

Segue la fase della conservazione. Il plasma, per esempio, viene abbattuto a -80 gradi centigradi entro un’ora e poi mantenuto a -30; lo stoccaggio avviene in appositi congelatori ed è costantemente monitorato da un sistema di telecontrollo.

Il Simt dispone anche di due sale criobiologiche per la conservazione in azoto delle cellule staminali emopoietiche destinate al trapianto cellulare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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