Salute e benessere

Cos’è il diritto all’oblio oncologico e cosa serve sapere

«Le persone guarite da tumore non devono essere discriminate»: l’avvocata bresciana Nini Ferrari, docente di UniBs e fondatrice di Esa, ne parla in un libro per fare chiarezza
L'oblio oncologico è un diritto da difendere
L'oblio oncologico è un diritto da difendere

Guarire da un tumore non significava davvero lasciarselo alle spalle. Tra mutui e polizze più costosi e opportunità di lavoro più difficili da ottenere, il passato continuava a pesare. Non in ospedale, ma nella vita quotidiana. La svolta è arrivata con la Legge 193 del 7 dicembre 2023, la cosiddetta Legge sull’oblio oncologico. Un cambiamento che segna un punto di rottura rispetto al passato.

Ne abbiamo parlato con l’avvocata Nini Ferrari, professoressa associata di Istituzioni di diritto privato all’Università degli Studi di Brescia e fondatrice di Esa, che ha dedicato a questo tema un libro pubblicato dalla Compagnia della Stampa con il sostegno di Ancos e Confartigianato. Un volume che, oltre a fare chiarezza su un diritto ancora poco conosciuto, sostiene concretamente l’attività dell’associazione nella promozione della prevenzione del tumore al seno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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