Salute e benessere

Caduta dei capelli: cause, rimedi e quando serve fare il trapianto

Nell’ottava puntata del podcast Obiettivo Salute, il dottor Vishal Kaushal, medico estetico e tricologo, chiarisce quando la perdita dei capelli è normale, quali segnali devono preoccupare e in che modo le terapie possono intervenire efficacemente
La nuova puntata del podcast «Obiettivo Salute» è sulla perdita di capelli
La nuova puntata del podcast «Obiettivo Salute» è sulla perdita di capelli

La nuova puntata del podcast Obiettivo Salute del Giornale di Brescia è dedicata alla perdita dei capelli, tra falsi miti, cause reali e possibili soluzioni.

Il podcast, scritto e condotto da Daniela Affinita e supportato da Bcc Brescia, è disponibile da oggi su tutte le principali piattaforme audio. Protagonista della nuova puntata il dottor Vishal Kaushal, medico estetico e tricologo.

Segnali da non sottovalutare

Dottor Kaushal, quando la caduta dei capelli è normale e quando invece deve preoccupare?

Perdere capelli è un processo del tutto fisiologico: in media si perdono tra i 50 e i 100 capelli al giorno. Tuttavia, non è solo il numero a dover essere osservato: bisogna prestare attenzione soprattutto alla durata della caduta e a eventuali cambiamenti nella densità o nello spessore del capello. Se la perdita dura oltre 2-3 mesi, oppure è accompagnata da sintomi come prurito, bruciore o desquamazione del cuoio capelluto, è consigliata una valutazione specialistica tricologica.

Il dottor Vishal Kaushal, medico estetico e tricologo
Il dottor Vishal Kaushal, medico estetico e tricologo

Esistono periodi in cui la caduta è più intensa?

Sì, è normale osservare un aumento della caduta in alcuni momenti dell’anno, come i cambi di stagione, oppure in fasi di stress, malattie, diete restrittive o nel post-partum. In questi casi si tratta spesso di fenomeni temporanei.

Quanto conta la genetica nella calvizie?

La genetica è sicuramente un fattore fondamentale, soprattutto nell’alopecia androgenetica, ma non è l’unico elemento in gioco. Esistono infatti numerosi fattori che possono peggiorare o accelerare la caduta: stress psicofisico, carenze nutrizionali come ferro, vitamina D, acido folico, squilibri ormonali, soprattutto tiroidei, alimentazione scorretta, uso di alcuni farmaci, stanchezza cronica. In pratica, la genetica è la base, ma lo stile di vita può influire molto sull’evoluzione del problema. La buona notizia è che, a differenza della genetica, sullo stile di vita si può intervenire: migliorando alimentazione, sonno, gestione dello stress e correggendo eventuali carenze.

Soluzioni fai da te e trattamenti efficaci

Molte persone provano soluzioni fai da te. È un rischio?

Sì, spesso è un rischio: i prodotti fai da te possono funzionare in alcuni casi, ma non sono quasi mai risolutivi perché non affrontano la causa reale del problema. Si rischia così di perdere tempo e denaro senza ottenere risultati concreti.

Cosa funziona davvero per far ricrescere i capelli?

Non esiste una risposta unica: il trattamento dipende sempre dalla causa. Per le carenze ci sarà un’integrazione mirata, per gli squilibri ormonali un intervento specialistico, per l’alopecia androgenetica una terapia farmacologica e trattamenti specifici, per lo stress invece una gestione del fattore scatenante.

È realistico parlare di ricrescita completa?

È importante avere aspettative realistiche: spesso l’obiettivo non è «tornare come prima», ma bloccare la progressione della caduta, migliorare densità e qualità del capello e mantenere i risultati nel tempo.

Ci sono differenze tra uomini e donne?

Sì, negli uomini l’alopecia androgenetica si manifesta spesso con stempiatura e diradamento del vertice. Nelle donne, invece, il diradamento è più diffuso sulla parte alta del capo. Anche le terapie differiscono: nelle donne si lavora spesso su ormoni, carenze e biostimolazione, mentre negli uomini è più frequente un approccio farmacologico.

Trapianto di capelli

Che ruolo ha il trapianto di capelli?

È una soluzione efficace, ma non adatta a tutti: è fondamentale che la caduta sia stabilizzata prima di intervenire, altrimenti il problema può continuare anche dopo l’intervento. Inoltre, serve una buona area donatrice e spesso è necessario un percorso terapeutico di mantenimento.

L’intervista integrale è disponibile su Spotify, Spreaker, nella sezione podcast e sull’app del Giornale di Brescia e sulle principali piattaforme audio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...