«Non è un semplice mal di testa, ma una vera e propria malattia neurologica che può compromettere scuola, lavoro, relazioni sociali e qualità della vita». È questo il messaggio al centro della nuova puntata del podcast «Obiettivo Salute» del Giornale di Brescia, condotto e scritto da Daniela Affinita con il supporto di Bcc Brescia, disponibile da oggi nella sezione podcast del Giornle di Brescia, su Spotify, Spreaker e su tutte le principali piattaforme audio.
Ospiti della puntata la dottoressa Rao, direttore del Centro Cefalee dell’Asst Spedali Civili e il dottor Dalla Volta, responsabile dell’UO di Neurologia dell’Istituto Clinico Città di Brescia che hanno affrontato il tema dell’emicrania e delle cefalee, spiegando come oggi la ricerca abbia cambiato radicalmente le possibilità di cura.

In Italia si stima che circa 6-7 milioni di persone soffrano di emicrania, mentre quasi una persona su due sperimenti almeno occasionalmente episodi di cefalea. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’emicrania rappresenta inoltre una delle principali cause di disabilità nella fascia d’età lavorativa e giovanile.
Dottoressa Rao, quando il mal di testa smette di essere un disturbo occasionale e diventa una malattia?
«Gli episodi sporadici possono capitare a tutti nel corso della vita, magari in situazioni particolari o di forte stress. Il problema nasce quando il dolore tende a ripresentarsi frequentemente, limita le attività quotidiane e compare già nell’infanzia o nell’adolescenza. In questi casi parliamo di una patologia vera e propria che può diventare cronica e accompagnare la persona per molti anni».
Spesso si usano indistintamente i termini «cefalea» e «mal di testa»: c’è una differenza?
«In realtà no, perché cefalea è semplicemente il termine medico con cui definiamo il mal di testa, la cosa importante è riconoscere che non si tratta sempre di un sintomo banale o passeggero».
Quali sono i segnali che dovrebbero spingere una persona a rivolgersi a uno specialista?
«Sicuramente quando il dolore è talmente forte da costringere a interrompere attività piacevoli o normali attività quotidiane. Nei bambini, per esempio, quando smettono improvvisamente di giocare, negli adulti quando il mal di testa impedisce di lavorare, fare attività fisica o mantenere una normale vita sociale. Anche un cambiamento improvviso delle caratteristiche del dolore deve essere sempre approfondito».
Dottor Dalla Volta, esistono diverse tipologie di cefalea?
«Sì, distinguiamo principalmente le cefalee primarie e quelle secondarie. Le cefalee primarie sono quelle in cui il mal di testa rappresenta la malattia stessa, come nel caso dell’emicrania. Diverso invece è il caso delle cefalee secondarie, dove il mal di testa è la conseguenza di altre condizioni cliniche».
Negli ultimi anni si parla molto delle nuove terapie per l’emicrania. Che cosa è cambiato realmente?
«È cambiato tutto, negli anni ottanta avevamo pochissime opzioni terapeutiche, poi la ricerca scientifica ha permesso di comprendere meglio i meccanismi biologici dell’emicrania e questo ha portato allo sviluppo di farmaci completamente innovativi».
Queste nuove cure hanno cambiato la vita dei pazienti?
«Assolutamente sì, oggi disponiamo di terapie biologiche e farmacologiche che hanno rivoluzionato il trattamento dell’emicrania, soprattutto nelle forme croniche e più invalidanti. Molti pazienti che prima vivevano con crisi frequenti e debilitanti oggi riescono ad avere una qualità di vita completamente diversa».
Dottoressa Rao, quali sono le novità più importanti nella terapia dell’attacco acuto?
«Per anni i triptani hanno rappresentato la terapia di riferimento e hanno segnato una vera rivoluzione negli anni novanta, oggi però siamo entrati in una nuova fase grazie ai gepanti, farmaci innovativi che possono essere utilizzati sia come terapia preventiva sia durante l’attacco acuto».
Quali vantaggi offrono questi farmaci rispetto al passato?
«I gepanti consentono di trattare anche pazienti più anziani e persone con problematiche vascolari o ipertensione, categorie che in passato avevano maggiori limitazioni terapeutiche. Inoltre, possono essere gestiti con un percorso prescrittivo più semplice, grazie al piano terapeutico predisposto dallo specialista e condiviso con il medico curante».
Esistono anche altre nuove terapie?
«Sì, ci sono anche i ditani, che rappresentano un’ulteriore possibilità terapeutica, sono farmaci innovativi, anche se attualmente ancora a pagamento. Hanno però alcune limitazioni legate soprattutto alla possibile sonnolenza e alla riduzione della concentrazione nelle ore successive all’assunzione».
Quanto è importante oggi affidarsi a un centro specializzato?
«È fondamentale – spiegano gli specialisti – perché oggi le possibilità terapeutiche sono molto più ampie rispetto al passato. Una corretta diagnosi consente di personalizzare le cure e migliorare concretamente la qualità della vita del paziente».
Qual è il rischio maggiore nel sottovalutare il mal di testa?
«Pensare che sia normale convivere con il dolore, molte persone arrivano dallo specialista dopo anni di sofferenza, rinunce e automedicazione. Oggi invece sappiamo che esistono percorsi terapeutici efficaci e sempre più mirati, perché non utilizzarli?».



