Il collirio lasciato nella tasca della giacca, le pastiglie dimenticate nella borsa della spiaggia, la scatola dei medicinali sistemata in cucina accanto alla cappa. Piccole abitudini quotidiane che spesso passano inosservate, ma che – soprattutto in estate – possono alterare efficacia e sicurezza dei farmaci.
Abbiamo affrontato l’argomento in Ats Brescia con Alessandra Ballardini, responsabile della Struttura di Vigilanza e farmaco sorveglianza, e Andrea Nisic, direttore del Servizio farmaceutico.
Attenzione alle temperature
«Conservare correttamente i farmaci è fondamentale perché restino efficaci e sicuri», spiegano. Il primo consiglio è leggere sempre il foglietto illustrativo: «Se non viene indicata una temperatura specifica significa che il medicinale non deve essere esposto a temperature superiori ai 25 gradi – chiariscono –. Va inoltre tenuto lontano dalla luce diretta del sole e da fonti di calore, come la cappa della cucina. In casa il luogo ideale è fresco e asciutto».
Alcuni farmaci devono, invece, essere conservati in frigorifero. Anche in questo caso serve attenzione: «Non devono mai essere congelati, perché le basse temperature possono alterarne le proprietà». Fuori casa ben vengano le borse termiche.
Cosa fare in caso di errore
In caso di errore, per esempio se il farmaco viene lasciato al sole, in auto o esposto a temperature troppo elevate, il consiglio è di non assumerlo senza prima aver chiesto un parere al farmacista o al medico. Saranno loro a valutare se e quanto il medicinale possa aver perso efficacia in base al tempo di esposizione e alle condizioni in cui è stato conservato.

Se invece il farmaco presenta alterazioni evidenti, come cambiamenti di colore, odore, consistenza, la raccomandazione è chiara: non va utilizzato e deve essere gettato.
Il dottor Nisic aggiunge che, consultando il foglietto illustrativo, è importante verificare anche se il farmaco può causare fotosensibilità. In questo caso il principio attivo può provocare reazioni cutanee se, dopo l’assunzione o l’applicazione, ci si espone al sole. «Possono comparire arrossamenti o irritazioni, per questo è fondamentale seguire le indicazioni riportate nel foglietto illustrativo ed evitare l’esposizione diretta ai raggi solari dopo la somministrazione».
Quali rischi
Tutte indicazioni tutt’altro che banali. La dottoressa Ballardini ricorda, infatti, che esistono farmaci particolarmente delicati, come gli anticoagulanti, per i quali anche una minima perdita di efficacia dovuta a una conservazione scorretta può avere conseguenze importanti sulla terapia: «In questi casi anche piccole variazioni nella stabilità del farmaco possono incidere sull’effetto terapeutico e quindi sulla sicurezza del paziente».
A volte, inoltre, il caldo può accelerare il deterioramento dei farmaci. «Può accadere che, a causa delle alte temperature, il medicinale scada prima del previsto, riducendo così il suo periodo di validità», spiega la dottoressa.
Alcuni farmaci, inoltre, possono aumentare il rischio di disidratazione, soprattutto durante l’estate. È il caso, per esempio, di diuretici, lassativi o alcuni medicinali utilizzati per la pressione. La raccomandazione è di non modificare mai autonomamente dosi o terapia: «Anche se si avvertono effetti legati al caldo, è sempre necessario consultare il medico prima di cambiare la posologia o sospendere il farmaco».
Anche i colliri scadono
Meritano un’attenzione particolare anche i colliri. «Molti non contengono conservanti - precisa - e proprio per questo hanno tempi di utilizzo limitati dopo l’apertura». Una volta aperti, infatti, possono contaminarsi più facilmente e perdere sterilità o efficacia.
Per evitare errori è utile annotare sulla confezione la data di apertura, così da sapere con certezza entro quando il prodotto può essere utilizzato in sicurezza.
Infine un consiglio ai pazienti cronici in partenza per le vacanze. «È bene organizzarsi per tempo, portando con sé una scorta adeguata dei farmaci necessari – aggiunge il dottor Nisic – e informarsi sulle modalità di erogazione nella regione di destinazione. Non tutti i canali di distribuzione, infatti, sono uguali e alcuni medicinali potrebbero non essere immediatamente reperibili». Un accorgimento semplice, ma importante per evitare interruzioni della terapia durante il periodo di ferie.




