Brescia non è più solo la Leonessa d’Italia dell’industria pesante, ma anche una delle capitali europee del riciclo. Con una percentuale di raccolta differenziata che cammina stabilmente sopra la soglia del 70% in città e sfiora l’eccellenza nei comuni della provincia, il territorio bresciano ha dimostrato che la transizione ecologica può passare anche da abitudini quotidiane rigidamente tracciate.
I dati
Cresce la percentuale di raccolta differenziata in provincia di Brescia, arrivata nel 2024, l’ultimo dato disponibile, al 77,4%, un valore in leggero aumento rispetto all’anno precedente (77,2%) e al dato del 2022, quando la raccolta differenziata in provincia era nell’ordine del 76,3%. L’incremento della raccolta differenziata sembra, tuttavia, plafonato, da anni, attorno al 77%, quota sfiorata già nel 2019 (76,8%) ma sostanzialmente, con modeste scansioni, mantenuta fino al 77,4% del 2024.
Un valore che rimane superiore alla percentuale di raccolta differenziata a livello regionale, che, per Arpa Lombardia, si assesta al 74,4%. L’ultimo aggiornamento del Programma regionale di gestione rifiuti (Prgr) prevede, come obiettivo al 2027, il raggiungimento del valore dell’80% di raccolta differenziata, attualmente già realizzato nelle provincie di Mantova (87,4%) e Bergamo (81,4%).
Brescia, nella graduatoria regionale per percentuali di raccolta differenziata, è preceduta, oltre che da Mantova e Bergamo, anche da Monza-Brianza (79,8%), Varese (79,7%), Cremona (78,6% e Lecco (78,3%). La quota raggiunta nel 2024 in provincia di Brescia, è, tuttavia, nettamente superiore al 74,6% di Lodi, al 72,4% di Como, al 69% di Milano e, in misura ancora maggiore al 59,8% di Pavia e al 56,7% di Sondrio.
I dati più aggiornati riferiti ai rifiuti urbani in Lombardia, forniti dai Comuni ed elaborati e validati dall’Osservatorio Regionale Rifiuti di Arpa Lombardia, fanno riferimento all’anno 2024 e attestano una produzione totale pari a 4.862.308 tonnellate, con un aumento del 3,1% rispetto al dato del 2023, valore peraltro in aumento del 2,1% rispetto al dato 2022. Insomma si producono sempre più rifiuti e il dato di produzione si è sostanzialmente riallineato a quello pre-pandemia, ossia del 2019, che rappresenta il valore più alto di un andamento in crescita dall’inizio delle misurazioni nel 1995.
La raccolta differenziata ha raggiunto le 3.615.595 tonnellate, con un aumento del 3,8% rispetto alle 3.481.650 tonnellate del 2023 e, pertanto, le percentuale di raccolta differenziata raggiunge il 74,4%, rispetto al 73,8% del 2023.
Nel contesto regionale 1147 comuni (pari al 76,4% del totale) hanno superato l’obiettivo del 67% al 2020, e 597 comuni (pari al 40% del totale) hanno già superato l’obiettivo dell’80% al 2027. Il 21% dei comuni lombardi, tuttavia, non ha ancora raggiunto l’obiettivo europeo al 2020 del 67%.
L’obiettivo
Dalle elaborazioni effettuate a livello comunale, visibili sul sito dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) emerge come 183 comuni bresciani, oltre l’89% del totale, hanno superato l’obiettivo del 67% al 2020, mentre sono 90 i comuni bresciani, il 44% del totale, che hanno già superato l’obiettivo dell’80% al 2027. Ma, ci sono anche 18 comuni, l’8,8% dei comuni bresciani, che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo, al 2020, del 65%. Numeri, anche a livello comunale decisamente migliori rispetto al panorama regionale. Nel complesso, la maggior parte dei comuni bresciani, ben 123 centri su 205, vanta quote di raccolta differenziata superiori alla media provinciale (77,38%), mentre meno di una decina di comuni non arriva al 60%.
Gli ultimi della classe
I comuni con una raccolta differenziata inferiore al 60%, si trovano principalmente in zone montuose e hanno una popolazione media che supera di poco i 1.000 abitanti, dove la raccolta differenziata è bassa per motivi logistici e di bassa densità abitativa. Il valore più basso della percentuale di raccolta differenziata si rileva a Collio (21,03%), ma sotto il 40% c’e anche Valvestino (37,7%) e poco oltre questa soglia si trovano Cimbergo (41,13%), Magasa (41,86%), Paspardo (43,35%), Tremosine sul Garda (49,62%), Marmentino (55,23%) e Bovegno, fermo al 55,5%. Tutta montagna.
I primi della classe

Ben altro scenario scendendo in pianura dove, per altro verso, tre comuni superano il 90% di raccolta differenziata: Acquafredda (95,09%), Lograto (90,55%) e Villachiara, con il 90,26% di raccolta differenziata. Con valori di poco inferiori, e comunque dieci punti percentuali sopra il livello medio provinciale: Bagnolo Mella (88,4%), Vallio Terme (83,3%), Chiari (88,2%), Gianico (87,9%), Cerveno (87,7%), Urago d’Oglio (87,6%) e Ono San Pietro, con l’ 87,4% di raccolta differenziata.
È, tuttavia, significativo come la maggior parte dei comuni con più di 10mila abitanti, ben 26 su 33, superano il dato medio provinciale (77,4%) e di questi, sono 15 quelli che registrano oltre l’80% di raccolta differenziata, l’obiettivo del Programma Regionale di Gestione Rifiuti (Prgr) per il 2027. Tra i comuni maggiori, con oltre l’88% di raccolta differenziata: Bagnolo Mella e Chiari, Botticino all’86,7%, che precede Gussago (85%), con Montichiari, Orzinuovi e Carpenedolo oltre l’82%, una soglia sfiorata da Cazzago San Martino, Calcinato, Gavardo e Castenedolo, mentre oltre l’80% di raccolta differenziata si rileva a Mazzano, Lonato del Garda, Ghedi e Travagliato.
Tra i 5 comuni con una popolazione superiore ai 20.000 abitanti, il più virtuoso è Montichiari, con l’82,78% di raccolta differenziata, che precede Palazzolo sull’Oglio (78,62%), Desenzano del Garda (74,51%), Lumezzane (71,9%). Brescia, che sconta l’onere dei rifiuti delle persone e delle attività che animano il Capoluogo, si ferma al 68,44%, ma, giova ricordarlo, era solo al 50% nel 2013.

Tuttavia, nel bilancio provinciale che appare lusinghiero, rispetto al contesto regionale e nazionale, restano 22 comuni (pari al 10,7% del totale) che, al 2024, non hanno ancora raggiunto l’obiettivo del 67%, fissato entro il 2020 dal precedente Piano regionale. Si tratta, perlopiù di piccoli centri montani, dove maggiori sono le difficoltà nella gestione dei rifiuti, che spesso presentano un certo recupero rispetto agli anni precedenti.
Un buon segno, in un territorio, quello bresciano, che, come abbiamo visto, presenta nel complesso dati relativamente positivi che sono anche indice di un buon senso civico. La raccolta differenziata muove, giova sempre ricordarlo, da un comportamento individuale consapevole, che aiuta a risparmiare risorse e a ridurre l’inquinamento.




