Dal 1° gennaio 2027 cambieranno le sanzioni per chi omette di fare la dichiarazione della Tari o dell’Imu o dichiara informazioni inesatte: lo ha previsto il decreto legislativo numero 147 del 7 agosto 2026, «Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale», pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 agosto. La novità principale, rispetto a oggi, riguarda l’eliminazione della cosiddetta «forbice»: non ci sarà più una sanzione in percentuale variabile, ma si dovrà pagare il 100% del tributo non versato. Non sempre però si dovrà versare di più di quanto si paga ora.
L’omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele
Dal 2027 chi non presenterà la dichiarazione Tari e Imu (ma anche quella relativa all’imposta di soggiorno o al contributo di soggiorno) dovrà pagare una somma corrispondente al 100% del contributo non versato: oggi, invece, la sanzione per il contribuente era compresa in una forbice tra il 100% e il 200% del valore non pagato della Tari o dell’Imu.
Nel caso di «dichiarazione infedele», cioè di dichiarazione con dati non corrispondenti al vero, la sanzione per il contribuente corrisponderà al 40% del contributo non versato (finora era invece prevista una forbice tra il 50 e il 100% del tributo), mantenendo però l’importo minimo di 50 euro.
La normativa, come detto, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027: quindi le nuove regole riguarderanno solo le violazioni commesse dopo questa data, mentre su quelle avvenute prima si applicheranno le vecchie regole.
Il deposito dei rifiuti in discarica
Una misura del decreto legislativo modifica anche i tributi speciali per il deposito dei rifiuti in discarica. Oggi chi non dichiara il conferimento in discarica o in impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi deve pagare una sanzione con una forbice che va dal 200 al 400%: dal 1° gennaio dell’anno prossimo la percentuale scende al 200% dell’importo dovuto nel caso in cui non si sia registrato il deposito in discarica e al 150% nel caso di registrazione con dati inesatti. Cambiano anche le cifre fisse da pagare: 100 e 500 euro.
Il ravvedimento
Un’altra novità riguarda poi il «ravvedimento», cioè la possibilità per il contribuente di regolarizzare il mancato pagamento del tributo o il pagamento parziale. Se fino a oggi il ravvedimento è un’opzione percorribile solo finché il Comune non abbia notificato all’interessato un avviso di accertamento, dall’anno prossimo si potrà ricorrere al ravvedimento anche dopo la notizia dell’inizio dei controlli.

Nuove scadenze Tari
Solo per la Tari il decreto introduce anche una diversa scadenza. La comunicazione di inizio occupazione di un immobile, di avvio di un locazione o di variazioni operate su un immobile non dovrà più essere fatta entro il 30 giugno dell’anno successivo all’inizio detenzione o alla data di inizio delle modifiche: la nuova scadenza per presentare la dichiarazione sarà 90 giorni dalla data di inizio dell’occupazione dei locali o dalla variazione eseguita sull’immobile.
Imu, trasmissione solo telematica
Un’ultima novità interessa infine anche l’Imu. Dal 1° gennaio 2027 la trasmissione della dichiarazione dovrà essere effettuata soltanto attraverso il canale telematico (online), con modalità che dovranno essere specificate dal ministero dell’Economia e delle Finanze. La scadenza per la presentazione della dichiarazione al Comune resta invece il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui ha avuto inizio il possesso degli immobili o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta.




