Qualità della Vita, la presentazione dello spin off sulla «Longevity»

Appuntamento alle 17.30 in sala Libretti e in diretta streaming, domani l'inserto in edicola con il GdB e online sul nostro sito
Qualità della vita «Longevity»
Qualità della vita «Longevity»
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Una società che invecchia non è solo una sfida demografica, ma il segno tangibile del progresso scientifico e sociale. Questo cambiamento ci impone di ripensare gli spazi urbani, il welfare e il valore dell’esperienza. Se da un lato emerge l’urgenza di una nuova sostenibilità economica, dall’altro si apre l’opportunità di un patto tra generazioni rinnovato. Invecchiare oggi non significa più declino, ma una nuova fase attiva che richiede cura, prevenzione e una visione inclusiva del futuro.

Eccolo il punto di partenza della nostra nuova tappa della versione monografica della Qualità della Vita; dopo il mondo femminile e quello della salute, la terza edizione è dedicata alla longevity, ovvero: come vivere a lungo in salute e armonia. La base di partenza sono, come sempre, i dati cercati e analizzati da Elio Montanari: nella seconda parte di questo fascicolo trovate le sue riflessioni. Brescia invecchia a ritmi serrati: l’indice di vecchiaia è balzato dai 121 anziani ogni 100 giovani del 2005 ai 184 attuali, un divario che ridisegna gli equilibri tra le generazioni.

Il report «Longevity» esplora anche il lato positivo di questi numeri: l’allungamento della speranza di vita, che oggi a 65 anni si attesta mediamente su altri 22 anni di vita. È un «mondo nuovo» che obbliga a ripensare i sistemi di assistenza e il tessuto stesso delle nostre comunità. Un cambiamento che il Giornale di Brescia continuerà a monitorare quotidianamente, sia sulla carta sia nello speciale spazio web dedicato anche grazie ai numeri e, soprattutto, alla loro analisi.

Oggi alle 17.30 l’inserto verrà presentato in Sala Libretti: potete seguire l’evento in diretta sul sito del GdB. Inserto che troverete invece in edicola domani in omaggi con la vostra copia del Giornale di Brescia.

Prospettive

Brescia si guarda allo specchio e scopre un volto profondamente mutato. Non è una trasformazione improvvisa, ma un terremoto silenzioso che sta ridisegnando le fondamenta stesse della nostra comunità. I dati Istat al 1° gennaio 2025 consegnano una fotografia nitida: quasi un bresciano su quattro ha più di 65 anni. Si tratta di 293.432 persone, il 23,2% della popolazione totale. Ma il dato che impressiona davvero non è la fotografia statica, bensì il movimento della storia: negli ultimi vent’anni, la componente anziana è cresciuta di quasi 89mila unità (+43,2%), una cifra che rappresenta, da sola, il 91,6% dell’intero aumento della popolazione residente in provincia tra il 2005 e il 2025.

I dati, eccoli. L’analisi demografica rivela che a correre maggiormente sono le fasce d’età più avanzate. Gli over 75 sono oggi 152.353 (il 12% dei residenti), mentre gli ultranovantenni sono raddoppiati in vent’anni, passando da 8.221 a 16.457. In questo scenario, la longevità ha un volto spiccatamente femminile. Sebbene la speranza di vita degli uomini sia cresciuta più velocemente (da 17,1 a 20,5 anni residui a 65 anni), le donne continuano a detenere il primato della sopravvivenza: esse rappresentano il 73,8% degli ultranovantenni e quasi il 90% dei centenari. Una «femminilizzazione della vecchiaia» che pone interrogativi profondi sulla solitudine e sulla gestione delle fragilità domestiche, dato che tre nonni su quattro sono, di fatto, nonne.

A Brescia e provincia la popolazione sta invecchiando
A Brescia e provincia la popolazione sta invecchiando

Questo allungamento della vita, pur essendo una straordinaria notizia di progresso sociale e sanitario, porta con sé tensioni strutturali. Come dicevamo, l’indice di vecchiaia è esploso: nel 2005 c’erano 121 anziani ogni 100 giovani; oggi siamo a quota 184,4. Il carico sociale ed economico è tutto sulle spalle della popolazione attiva. Se consideriamo il tasso di occupazione reale, il rapporto di dipendenza ha già superato la soglia critica di 1 a 1: per ogni 100 lavoratori ci sono più di 100 persone a carico (under 15 e over 65). È un nodo di sostenibilità che non può più essere ignorato dalle agende politiche ed economiche.

Esperti

Ed eccoci a longevity, l’obiettivo è ambizioso: non limitarsi a registrare l’invecchiamento come un problema di assistenza, ma interpretarlo come una nuova forma della società. Il nostro progetto si fonda sulla consapevolezza che la misura del benessere non può più prescindere dalla variabile tempo. Non basta vivere più a lungo; è necessario riempire quegli anni supplementari di salute, senso e partecipazione. Sfogliando le 40 pagine della «Qualità della Vita - Longevity» troverete i consigli su come affrontare al meglio il tempo che passa, su come vivere a lungo in salute e armonia.

La nostra analisi mette in luce anche le fragilità territoriali. Mentre la città e l’hinterland tengono grazie alla densità di servizi, le valli e l’alto Garda soffrono una «desertificazione generazionale». In queste aree lo spopolamento e l’invecchiamento rischiano di recidivare i legami sociali. La sfida della longevità diventa quindi anche una sfida urbanistica e di trasporti: come garantire il diritto alla salute e alla socialità a un novantenne che vive in un borgo montano isolato?

Consultare

Il racconto della nostra provincia si arricchisce di un nuovo capitolo: tutti i contenuti, i dati iper-locali e le analisi sul benessere del nostro territorio sono consultabili nella sezione Qualità della Vita del nostro sito. Un hub digitale costantemente aggiornato che permette di navigare tra statistiche, interviste e approfondimenti multimediali. È in questo ecosistema digitale che da venerdì trovate anche l’approfondimento dedicato alla «Longevity», il nuovo report monografico realizzato con il sostegno di Bper.

La longevità non può essere un traguardo individuale o una solitaria resistenza contro il tempo; deve diventare un bene comune. In una Brescia che guarda al 2050, quando un residente su tre sarà over 65, ripensare il welfare e l’urbanistica non è più un’opzione, ma un dovere verso le generazioni presenti e future. Restare una terra di benessere significa, oggi più che mai, imparare l’arte di invecchiare bene, insieme. Con «Longevity» andiamo alla scoperta di quali sono le ricette migliori da mettere in campo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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