Brescia e provincia invecchiano: in 20 anni 89mila over 65 in più

Brescia invecchia, e lo fa a un ritmo che le semplici percezioni quotidiane non riescono a restituire appieno. Serve la fotografia scattata dall’Istat al 1° gennaio 2025 per comprendere la portata di una metamorfosi demografica senza precedenti: oggi, quasi un bresciano su quattro ha superato i 65 anni. Parliamo di 293.432 persone, il 23,2% della popolazione totale. Ma non è solo una questione di capelli bianchi; è la struttura stessa della nostra comunità a essersi capovolta in appena due decenni.
I numeri
Tra quelle quasi trecentomila persone, ed è un aspetto non marginale, oltre la metà, ben 152.353 persone hanno più di 75 anni e costituiscono il 12% dei residenti nella provincia, mentre gli anziani con più di 90 anni sono 16.457, ben 1,3 per ogni 100 bresciani. Quello che l’analisi dei dati ci racconta è impressionante, appunto, se guadiamo indietro nel tempo. Nel 2005, agli over 65 erano meno di 205 mila e rappresentavano il 17,5% della popolazione e, nel corso di un ventennio sono aumentati di quasi 89mila unità, pari al +43,2% mentre, nello stesso tempo, la popolazione bresciana aumenta di meno di 97mila residenti.
In altri termini, tra il 2005 e il 2025, l’aumento degli over 65 rappresenta il 91,6% dell’intero aumento della popolazione residente in provincia. Detto che la quasi totalità della crescita della popolazione è costituita da over 65 il dato davvero rilevante è che ad aumentare sono, in particolare, i più anziani. In altri termini gli over 75, tra il 2005 e il 2025, aumentano di quasi 61mila (+66,6%) e il loro incremento costituisce i due terzi dell’aumento complessivo degli over 65. Peraltro, gli anziani-anziani, coloro che hanno spento almeno 90 candeline raddoppiano in un ventennio, passando dagli 8.221 del 2005 ai 16.457 del 2025 e, tra questi, triplicano i centenari, che aumentano da 133 a 392 persone.
Speranza di vita
E, ovviamente, è una bella notizia che ci parla dell’allungamento della speranza di vita. Nel 2004 la speranza di vita a 65 anni era stimata in altri 19,5 anni mentre, l’ultimo dato disponibile, riferito al 2024, fissa a 22 anni la speranza di vita per i nostri over 65. Poi, ovviamente, si tratta di un dato medio che nasconde ancora grandi differenza di genere. Infatti, la speranza di vita per le donne over 65, nel periodo in esame, aumenta da 21,8 a 23,4 anni mentre gli uomini, che a 65 anni nel 2004 avevano mediamente una speranza di vita di altri 17,1 anni, nel 2024 possono contare statisticamente in altri 20,5 anni di vita.
In ogni caso il differenziale di genere, chiaramente a favore delle donne, si è progressivamente ridotto dai 4,7 anni del 2004 ai 2,9 anni del 2024. Del resto, quando parliamo di anziani il genere fa la differenza. Le donne, che nel 2025 rappresentano poco più della metà della popolazione bresciana (50,3%), costituiscono il 55,3 degli over 65 quota che cresce al 58,6% per gli over 75 e sale al 73,8% per gli ultranovantenni; in pratica le nonne sono tre su quattro e, le donne sono quasi il 90% dei centenari bresciani. L’aumento della speranza di vita e la diminuzione delle nascite hanno innalzato in vent'anni di 4,3 anni l’età media della popolazione bresciana, dai 41,6 anni del 2005 ai 45,9 del 2025.
Economia
E non è poca cosa poiché in provincia di Brescia, al 1° gennaio 2025, ci sono quasi 184,4 anziani, con 65 anni e più, per ogni 100 giovani, con meno di 15 anni. È l’indice di vecchiaia, che rappresenta il grado di invecchiamento di una popolazione attraverso il rapporto percentuale tra il numero degli ultra sessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni. Il dato è di per sé impressionante, ma ancor più se consideriamo come questo indice è cambiato negli ultimi anni. Al 1° gennaio 2005, l’indice di vecchiaia per la provincia di Brescia era di 121,4 anziani ogni 100 giovani.
Un mondo nuovo, con tanti vecchi e pochi bambini. Ma non solo. Un mondo nel quale si restringe la parte di popolazione attiva, considerata per le statistiche correnti, dai 15 ai 64 anni, ed aumenta la parte della popolazione a carico di coloro che lavorano. L’indice di dipendenza strutturale, che rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni), si è, ovviamente, impennato di pari passo all’invecchiamento della popolazione. Nel 2025 questo indicatore demografico, che ha un impatto diretto sull’economia, è nell’ordine del 55,6, il che significa che, teoricamente, ossia se tutte le persone in età lavorativa fossero occupate, ci sarebbero 55,6 individui a carico per ogni 100 che lavoravano.
Ma, poiché il tasso di occupazione per le persone da 15 a 64 anni in provincia di Brescia è nell’ordine del 67,8%, il carico di popolazione under 15 e over 65 è di gran lunga più elevato e supera, già oggi, la soglia dell’1 a 1. Che significa che per ogni 100 persone da 15 a 64 anni occupate, c’è un carico di più di 100 persone, con meno di 15 e più di 65 anni. Ed è un problema di sostenibilità sociale. Ma non è tutto. Infatti, grazie alle statistiche sperimentali dell’Istat sono definite delle proiezioni per il periodo 2024-2050, quindi i prossimi vent’anni, che sono davvero sorprendenti.
Futuro
Tra il 2024 e il 2050, mentre in provincia di Brescia, la popolazione aumenterebbe di poco, ossia meno di 34 mila residenti, gli over 65 sarebbero 133 mila in più, arrivando a costituire quasi un terzo della popolazione (32,5%). Tra questi, gli over 75 sfiorerebbero le 260 mila unità, quasi il 20% della popolazione, mentre gli ultranovantenni, stimati in oltre le 34 mila, raddoppierebbero la loro quota sul totale della popolazione arrivando al 2,6%. Certo, per molti anziani queste previsioni suonano come un augurio di lunga vita che, tuttavia, pone domande nuove per la sostenibilità della vita nelle nostre comunità. E, soprattutto, alla qualità della vita degli anziani stessi, obbligandoci, fin d’ora, a ripensare le nostre comunità e i sistemi di welfare.
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