Politica

Renzi a Castenedolo: «Il centrosinistra dia speranza al ceto medio»

L’ex premier ospite della rassegna dell’associazione culturale Aldo Moro-Mino Martinazzoli: «Il dibattito non può essere sul mio nome ma sulla situazione del Paese, anche se qualcuno è ossessionato da me»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

CRONACA BRESCIA CASTENEDOLO INCONTRA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI MATTEO RENZI QUANDO C'ERA LEI REDAZIONE CRONACA 03-11-2026 GABRIELE STRADA NEW EDEN GROUP
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Matteo Renzi a Castenedolo

Se le presenze in sala coincidessero con i voti, per il Campo largo sarebbe un delitto lasciare fuori Matteo Renzi, come sempre catalizzatore di gente negli incontri pubblici. «Ma nonostante io abbia una grande autostima il dibattito non può essere sul mio nome ma sulla situazione del Paese anche se qualcuno è ossessionato da me», assicura l’ex premier, ospite stasera a «Castenedolo incontra», da 25 anni il salotto bresciano politico e culturale.

Il centrosinistra

E dove Renzi – sul palco con l’ex sindaco del città Emilio Del Bono e il direttore del Giornale di Brescia Giorgio Bardaglio – ha sfruttato la presentazione del suo ultimo libro, «Quando c’era lei. L’Italia dopo Giorgia Meloni» per indossare l’abito da campagna elettorale. Con un primo messaggio ai possibili alleati: «Non preoccupatevi di Renzi, ma della Meloni. Faremo le primarie e vedremo chi avrà la meglio, ma quando sento dire che Conte, quello che ha fatto i decreti sicurezza con Salvini, vuole garanzie su di me rispondo che se oggi non ci uniamo tutti insieme nel centrosinistra, la Meloni torna a governare, Salvini e Tajani a fare i ministri e poi si vota anche per il Quirinale».

Renzi incassa il via libera da Emilio Del Bono che lo definisce «un cavallo di razza che serve alla coalizione», prevede una notte amara per Trump, «prenderà una sonora sconfitta e voglio vedere le facce di chi al governo lo portava in palmo di mano e addirittura voleva proporlo per il Nobel della pace» e poi si rivolge direttamente alle tante persone presenti nella Sala dei Disciplini: «La gente non ce la fa. Il Nord non ce la fa e anche la gente di destra soffre le scelte sbagliate degli ultimi anni e anche a Brescia, culla dell’automotive, sapete bene quanti errori sono stati fatti anche in tema economici. Il centrosinistra – è il pensiero di Renzi – deve essere capace a dare un’alternativa al mal governo della Meloni e a dare una speranza al ceto medio che sta sparendo».

Le elezioni politiche

Quando? Il senatore toscano non ha dubbi: «A sto giro non sarò io a staccare la spina all’esecutivo, ma sono convinto e auspico che si vada a votare in primavera in concomitanza con le amministrative in alcune città». E in attesa di capire perimetro, leader e programma del Campo largo, Renzi guarda in casa d’altri. «La Lega è in difficoltà, partita con l’ampolla del dio Po è arrivata allo Stretto di Messina. Vannacci interpreta una parte del Paese che c’è ed esiste, ma ha abbassato i toni nelle ultime settimane perché spera che la Meloni lo prenda in coalizione. Se resta fuori, i sondaggi ci danno avanti e vi assicuro che Calenda non sarà decisivo come invece crede».

E il programma? Matteo Renzi non ha dubbi: «Dobbiamo sostenere le famiglie economicamente e affrontare i temi sui quali Giorgia Meloli ha preso in giro gli italiani. A partire dalla sicurezza che non c’è, perché basta chiedere ad una studentessa che arriva in stazione da sola se si sente sicura. La risposta è no. Eppure – sostiene Renzi strappando applausi – la priorità è stata mandare le forze dell’ordine nei centri in Albania. Grandi tornei di Burraco ma nessuna utilità».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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