Sebastiano Gandellini, è il nuovo segretario cittadino della Lega. Succede a Michele Maggi che ha guidato la sezione più numerosa della provincia per oltre quattro anni e ha augurato buon lavoro al neo eletto, definendolo «una persona capace, preparata, pacata e con la testa sulle spalle».
Gandellini, quali sono le sensazioni con cui prende questo incarico?
Partiamo dalla cosa più semplice: con ansia, perché rappresentare la sezione più grande e, personalmente, anche la più importante della provincia di Brescia non è sicuramente un incarico da poco. Sono contento perché la scelta dimostra anche una volontà di ricambio generazionale. Milito nella Lega da alcuni anni e questa valorizzazione dei giovani è una cosa che mi ha fatto estremamente piacere.
Com’è arrivato alla Lega?
Devo ringraziare una mia professoressa delle superiori. Nei momenti in cui riuscivamo a evitare le interrogazioni ci raccontava della sua esperienza e della politica. Le conversazioni con lei hanno acceso la mia passione. Mi sono poi avvicinato alla Lega in quinta superiore. Ho iniziato quindi a militare e a svolgere attività all’interno del movimento: parliamo del periodo 2021/2022.
Nel suo discorso lei ha parlato di ricambio generazionale e di continuità con il lavoro fatto finora. Come si conciliano queste due cose?
Il cambio generazionale sta nelle idee e nell’approccio. Io ho la fortuna di essere attualmente uno studente universitario e quindi di avere anche maggiore libertà di azione e più tempo rispetto, per esempio, a Michele Maggi, che ringrazio tantissimo e verso il quale nutro molto rispetto perché ha fatto un lavoro veramente immane. Ma le idee rimangono le stesse.
A proposito di idee, Michele Maggi non si è mai tirato indietro dal criticare la segreteria nazionale del partito. Come giudica il momento attuale della Lega?
Non ho peli sulla lingua, quindi se ci saranno problemi, li esporrò. In passato abbiamo partecipato insieme alla raccolta firme per Luca Zaia referente per il Nord. Quindi sicuramente esprimerò la mia posizione anche sui temi che riguardano la linea del partito.
Quindi serve un cambiamento anche a livello nazionale?
Sicuramente c’è bisogno di rinnovamento. Se mi chiede chi metterei al posto di Salvini, non saprei dirtelo. Però certamente c’è bisogno di rimodernare idee e sogni e, se ce ne fosse la necessità, anche le persone.
Ha parlato di una Lega che deve ritornare nei quartieri. Cosa significa concretamente? Più gazebo e presidi o soprattutto un rapporto più stretto con chi vive la città?
Ciò che la Lega è sempre stata brava a fare è essere il sindacato del territorio. Stare vicino alla gente significa tornare a essere parte stessa del territorio. Questo può voler dire più banchetti, ma non soltanto: anche incontri, conferenze e altre iniziative. Deve essere una vicinanza attiva, parlando con le persone e tornando a essere parte della comunità.
Guardando alle elezioni del 2028 in città, pensi che la Lega debba recuperare terreno rispetto agli altri partiti?
Bisognerà vedere anche ciò che accadrà a livello di coalizione e nazionale, perché quello che succede a livello nazionale si riflette anche nelle grandi città.
Anche perché c’è Futuro nazionale…
Vedremo come si evolverà la questione e poi ci adatteremo.
Ha rilanciato il tema di Brescia Città Metropolitana. Perché ritiene sia importante?
È una questione emersa con la candidatura di Rolfi. Brescia e la sua provincia hanno un Pil molto importante, una popolazione che supera il milione di abitanti e un territorio molto ampio. La città metropolitana potrebbe garantire una maggiore autonomia nella gestione e nella spesa su un’area vasta, come avviene per esempio a Milano. Potrebbe consentire una maggiore autonomia.
Qual è il primo tema su cui vuole lavorare?
Sicuramente la sicurezza. Prendiamo, per esempio, le ultime dichiarazioni della sindaca Castelletti, che ha chiesto al Governo di intervenire qualora ritenesse ci fossero problemi di sicurezza. Ritengo che sia un errore, perché secondo il Testo unico degli enti locali anche il sindaco ha competenze in materia di sicurezza. A mio avviso, chiedendo al Governo di intervenire, Castelletti ammette l’incapacità sua e dell’assessore alla Sicurezza di affrontare il problema.




