Politica

Futuro nazionale cresce a Brescia, «le alleanze? Deciderà il partito»

Tra città e provincia ci sono 33 comitati e circa 3.500 iscritti: quasi il doppio rispetto a due mesi fa. Il 12 settembre la prima «passeggiata futurista» e in autunno le nomine del Consiglio provinciale
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

La Costituente nazionale di Futuro nazionale all’Auditorium della Conciliazione di Roma - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
La Costituente nazionale di Futuro nazionale all’Auditorium della Conciliazione di Roma - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Vannacciani di tutta Italia, unitevi. Perdonate il pastiche, a destra e a sinistra. Ma oggi l’ordine all’interno di Futuro nazionale pare proprio essere questo. E non potrebbe essere altrimenti, perché con un’ascesa di questo tipo è necessario serrare i ranghi. Non perché all’orizzonte ci siano pericoli evidenti, piuttosto per evitare dispersioni e personalismi, che in politica possono essere molto pericolosi.

Il partito di Roberto Vannacci continua a crescere. Lo fa nei sondaggi (l’ultimo di Bidimedia lo colloca al quarto posto in Italia con un 8% nelle intenzioni di voto) e lo fa nei numeri reali. Poco più di due mesi fa parlavamo di 17 comitati in provincia di Brescia e 1.800 tesserati: ora i comitati sono diventati 33 e gli scritti sono circa 3.500. «In alcune sedi i tesserati sono una ventina, in altre le cifre sono più alte. Ma ogni giorno ci sono nuove richieste». A parlare è Luca Rossi, tra i fondatori anni fa del movimento politico Verso Nord e con un passato da consigliere a Caino. Più recentemente è stato anche punto di riferimento bresciano di Democrazia sovrana e popolare: un gruppo che è stato «traghettato» verso l’area di Vannacci.

Per ora c’è un comitato regionale – coordinato da Luca Ferrazzi – ma non ne esiste uno provinciale. Per questo le nomine sono previste in autunno: «Le persone ci sono – spiega Rossi –. È però essenziale creare una piramide che sappia poi mettere in riga tutti i puntini, altrimenti ogni comitato fa quello che vuole». Anche perché l’anno prossimo i Comuni bresciani al voto saranno più di dieci – tra questi c’è Desenzano, dove Futuro nazionale è ben radicato – e poi, nel 2028, toccherà alla città. Insomma, serve una linea guida a livello locale, che seguirà però le indicazioni di Roma. E su questo non ci sono dubbi. «Siamo un partito gerarchico. Siamo militarizzati – precisa Rossi –. E credo che sia il metodo migliore per fare politica».

Deciderà direttamente Roma se ci sarà un’alleanza con il centrodestra o se si gareggerà da soli. E la prima indicazione arriverà dalle elezioni Politiche. Il vero collaudo vannacciano. Anche se non è detto che le alleanze (o le non alleanze) per il Parlamento debbano poi essere mantenute nei Comuni. Ma è un tema su cui Rossi non si sbilancia. «Se parliamo della città non ci sono stati contatti con il centrodestra e poi ripeto: non lo decideremmo comunque noi. È però utile precisare una cosa: se dovessimo sederci allo stesso tavolo, noi faremmo pesare i nostri voti e metteremmo dei paletti fissi che non possono essere scavalcati».

Equilibri

Per i compromessi – pardon, gli accordi – politici si deve quindi aspettare. Ma per le simpatie ci potrebbe essere spazio. La remigrazione è uno dei cardini di Vannacci e tra i fondatori del comitato Remigrazione e riconquista c’è Brescia ai bresciani. È dunque abbastanza semplice accostare il partito e il movimento. Anche perché era stato proprio il deputato di Futuro nazionale (allora leghista) Domenico Furgiuele a tentare di portare la proposta di legge alla Camera. Pure in questo caso, però, Rossi risponde «zero contatti». Difficile immaginare che sia così a livello nazionale, ma il nocciolo della questione è sempre lo stesso: nessuno gestisce questi rapporti in maniera autonoma.

Qualcosa di più sugli equilibri si potrebbe capire tra pochi giorni. Sabato 12 settembre alle 19 è prevista una «passeggiata futurista» al Parco Tarello. Sarà una delle prime iniziative territoriali di Futuro nazionale e potrebbe trovare l’appoggio di altri movimenti. Il luogo non è scelto a caso, «lì si registrano spesso problematiche legate alla sicurezza», sottolinea Rossi, che specifica: «L’iniziativa non potrà risolvere il problema, ma ci permetterà di richiamare l’attenzione dello Stato e dell’Amministrazione comunale su un tema fondamentale».

Poi ci dovrebbe essere spazio per iniziative simili, da replicare in «altri luoghi sensibili della città». Ma i vannacciani locali vogliono essere presenti sul territorio anche con incontri e dibattiti: si va dalle questioni che riguardano la tradizione e la famiglia fino alle tematiche connesse al caro energia, passando per le problematiche create dalla guerra tra Russia e Ucraina.

Territorio

Per Rossi il territorio è fondamentale. E se è vero che in merito ad alleanze e pilastri del programma le indicazioni sono nazionali, è altrettanto vero che «in un Comune poi si devono chiudere le buche». Una tematica che non dovrebbe rappresentare un problema, perché tra i tesserati di Futuro nazionale «ci sono tanti bravi amministratori». Persone che sono cresciute «in tempi in cui contavano la militanza e le scuole politiche». Al contrario di quanto accade ora – ribadiscono da Fn – quando si «sacrifica la chiarezza delle idee» e si è disposti a un «compromesso continuo».

Quali sono queste idee? Sostanzialmente quelle presenti nel programma di Futuro nazionale: «Le ancore sono la patria, la famiglia e il lavoro». Il tutto però è deciso da un solo uomo al comando. «Vannacci è una persona molto preparata. È questa la differenza con gli altri partiti. Qui non si cerca di mettere insieme opinioni diverse: se si vuole far parte del progetto si devono seguire i dettami». Insomma: o con me o contro di me. Vedremo se questo approccio attecchirà anche a Brescia. Per ora i numeri locali confermano il trend nazionale e i «futuristi» procedono al galoppo anche in provincia.

È qui però che si apre il capitolo più delicato della vicenda: da dove arrivano tutti questi militanti? «La crescita del partito non dipende solo dai voti rubati alla Lega o al Movimento 5 stelle. Noi siamo convinti che possano tornare alle urne persone che non credono più nella politica, perché adesso c’è qualcuno che ha polso, qualcuno che mette nero su bianco qual è la rotta da seguire». Una sensazione che si vive anche nei paesi del Bresciano, dove i circoli di Futuro nazionale fioccano e gli altri partiti si mettono in guardia. Sta per iniziare un ciclo di elezioni che coinvolgerà tutti i livelli e che darà molte risposte sulla forza dell’universo vannacciano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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