Passione Meteo

Come sarà il prossimo inverno?

Il singolo evento è sempre possibile, ma la tendenza degli ultimi anni parla chiaro e il crollo della nevosità bresciana è il risultato di un clima sempre più irriconoscibile
Mompiano durante la nevicata del 14 dicembre 2012
Mompiano durante la nevicata del 14 dicembre 2012

Come sarà il prossimo inverno? Molto più caldo della norma, come da consuetudine ormai consolidata? Più freddo e nevoso della media, come non accade da tempo? Il campo delle previsioni stagionali è in continua evoluzione e richiede un approccio molto diverso da quello a cui siamo abituati quando consultiamo i classici bollettini, che propongono una tendenza a breve termine. Innanzitutto, serve cautela, perché non si tratta di una semplice previsione su scala locale, ma di un’ipotesi, a lunghissimo termine, relativa alle principali configurazioni atmosferiche che caratterizzeranno determinate aree geografiche nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio. 

Il margine d’errore è elevato e non possiamo pensare che le tendenze stagionali siano utili per pianificare le vacanze o per capire se avremo un bianco Natale.

Temperature inferiori alla media? 

A tal proposito, merita un approfondimento la notizia, diffusa nelle scorse settimane e relativa a una presunta previsione stagionale del centro di calcolo Ecmwf, che in molte zone d’Europa vedrebbe un inverno gelido e nevoso, con frequenti irruzioni artiche e temperature polari.

A corredo è stata pubblicata una mappa, relativa al mese di febbraio e da osservare con attenzione: le tonalità che spaziano dal blu all’azzurro farebbero pensare a temperature inferiori alla media in buona parte del continente, ma la dicitura «Mean Mslp anomaly» significa che si tratta delle anomalie della pressione media al livello del mare.

Le anomalie della pressione media al livello del mare previste a febbraio in Europa - Fonte Ecmwf
Le anomalie della pressione media al livello del mare previste a febbraio in Europa - Fonte Ecmwf

Tradotto: secondo questa tendenza stagionale, la seconda parte dell’inverno sarà caratterizzata da frequenti perturbazioni, mentre le mappe relative alle temperature mostrano valori al di sopra della media.

In sintesi: tanta pioggia, neve solo in alta quota e anomalie termiche positive. Uno scenario ben diverso da quello descritto negli articoli comparsi online, frutto di una errata lettura della mappa. Come chiarito in premessa, la cautela è d’obbligo e l’attendibilità di tali previsioni è tutta da verificare, ma la storia recente insegna che vivere inverni più freddi della media, o anche solo normali, è diventata un’impresa ai limiti dell’impossibile.

Ciò non significa che sia impossibile rivedere la neve in pianura o che non possano arrivare ondate di gelo, ma una stagione va analizzata nel suo complesso: l’inverno 2025-2026 è stato estremamente mite, ma durante la prima decade di gennaio è arrivata un’intensa ondata di freddo, con temperature inferiori alla media. Il singolo evento è sempre possibile, ma la tendenza degli ultimi anni parla chiaro e il crollo della nevosità bresciana è il risultato di un clima sempre più irriconoscibile.

Il nuovo meteoquiz

In ogni caso, le eccezioni sono sempre possibili e nessuno può escludere che la neve, prima o poi, torni a imbiancare i tetti della nostra città. A proposito di freddo, ecco la soluzione dell’ultimo meteoquiz: all’alba del 30 ottobre 1997 una clamorosa ondata di gelo fuori stagione fece crollare le temperature, tanto che l’osservatorio di Ghedi rilevò una minima di -5,8°C. Per il nuovo quiz a sfondo meteorologico, restiamo in tema e affrontiamo una curiosità legata all’affascinante mondo della neve.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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