Dopo il terzo mese di giugno più caldo di tutta la serie storica di Ghedi, venerdì si è concluso il quarto mese di luglio più caldo della medesima serie storica. Inutile girarci intorno: stiamo vivendo un’estate eccezionale e l’ipotesi di spodestare la bollente stagione del 2003 non è poi così remota. Da fine maggio abbiamo assistito al susseguirsi di continue ondate di caldo, alternate a brevi pause, che ci hanno regalato solo effimere parvenze di normalità, per poi farci ripiombare nelle braccia dell’anticiclone subtropicale.
Quando si parla di caldo anomalo, ci sono due aspetti da considerare: la durata e l’entità delle anomalie. Per il primo aspetto, il bilancio del periodo compreso fra il 20 maggio e il 3 agosto parla chiaro: secondo i dati di Ghedi, abbiamo vissuto cinquantasei giornate più calde della media, sedici nella norma e quattro più fredde della media.
Per quanto riguarda l’entità, crediamo che le quarantasette massime superiori ai 32°C rilevate in città negli ultimi due mesi e mezzo siano più che sufficienti per capire che ci troviamo di fronte a un’estate lontanissima dalla normalità.
Cambiamento climatico è sempre più preoccupante
In una stagione così, potevano mancare i record? No di certo. Il 27 maggio, quando eravamo ancora in primavera, l’osservatorio di viale Bornata ha rilevato una massima di +35,2°C, ovvero la più alta mai raggiunta nei mesi di maggio di tutta la serie storica, mentre il 28 giugno ha toccato i +37,7°C, ovvero il valore più alto mai misurato nei mesi di giugno di tutta la serie storica.
In luglio abbiamo solo sfiorato il record, ma si tratta di una magrissima consolazione. Ed oggi, per il sesto giorno consecutivo, le massime in città supereranno la soglia dei +36°C.
Il meteorologo Andrea Corigliano, di fronte alla situazione attuale, ha coniato un termine che rende l’idea: è una fase di maltempo anticiclonico, perché parlare di bel tempo, di fronte alle temperature folli di questo periodo, non avrebbe alcun senso.

Questo è, a tutti gli effetti, maltempo, che crea disagi e mette a rischio la salute. Se poi cerchiamo di contestualizzare ciò che sta accadendo, il quadro diventa ancor più preoccupante: non è un caso isolato, non è la “variabilità meteorologica”, non è una configurazione atmosferica sfavorevole. No, questa è la crisi climatica.
I record storici di agosto, da+7,6°C a +39,2°C
Per trovare un po’ di refrigerio, non ci resta che fare un tuffo nel passato, ripensando a ciò che accadde all’alba del 22 agosto 1963, quando una vera e propria irruzione fredda fuori stagione fece crollare le temperature: la stazione meteorologica dell’istituto Pastori rilevò una minima di +7,6°C.
Se invece volete conoscere il record di caldo, eccovi accontentati: nel pomeriggio dell’11 agosto 2003 la temperatura raggiunse i +39,2°C, un picco tuttora imbattuto, che rappresenta la temperatura più alta mai rilevata in tutta la serie storica cittadina.
Una curiosità: solo un anno prima, ovvero l’11 agosto 2002, la temperatura massima nella nostra città si fermò a +17°C.
Il meteoquiz
Ed ora, ecco la soluzione dell’ultimo meteoquiz: il 23 luglio 2010 a Vivian, in South Dakota, fu raccolto un chicco di grandine con un diametro di 20,3 centimetri. Per il nuovo quesito parliamo invece di ondate di caldo, ma ci concentriamo sui valori minimi, spesso sottovalutati.



