Passione Meteo

Caldo torrido, afa, ondate di calore: facciamo chiarezza sulle parole

I dati sono netti e la realtà è sotto gli occhi di tutti: stiamo vivendo un mese di giugno nettamente più caldo della media. Importante però usare le parole giuste
Un tramonto «infuocato» a Brescia
Un tramonto «infuocato» a Brescia

I dati parlano chiaro e la realtà è sotto gli occhi di tutti: stiamo vivendo un mese di giugno nettamente più caldo della media. Quando le temperature si impennano, come sta accadendo in questo periodo, si corre il rischio di eccedere, in un senso o nell’altro: non si deve minimizzare e, al tempo stesso, non si deve cadere nella trappola del sensazionalismo, gonfiando arbitrariamente i valori misurati.

A tal proposito, nelle prossime righe cercheremo di chiarire alcuni aspetti, con l’obiettivo di fornire a tutti i lettori gli strumenti indispensabili per analizzare la situazione da un punto di vista oggettivo.

Consigli

Primo consiglio? Lasciamo perdere le temperature percepite. Quando si parla di dati, è sempre bene fare riferimento ai valori effettivamente misurati dalle stazioni meteorologiche, sottolineando anche i tassi di umidità, per capire se siamo di fronte a un’ondata di caldo torrido o afoso. Ed ecco la seconda precisazione: l’aggettivo «torrido» deriva dal verbo latino torrēre, che significa «seccare», «inaridire», e dev’essere utilizzato solo ed esclusivamente quando le alte temperature sono accompagnate da tassi di umidità contenuti. Se invece siamo di fronte alla classica cappa che spesso opprime la pianura padana, si tratta di caldo afoso. Chi, di fronte all’afa, parla di caldo torrido, commette un errore grossolano.

Chiarite le questioni terminologiche, riportiamo le parole del meteorologo Lorenzo Catania, che a metà giugno ha precisato quanto segue: «Le conseguenze di El Niño, in Italia, sono talmente annacquate da tutta una pletora di indicatori nettamente più forti, che il suo spunto da queste parti è sostanzialmente zero. Che si consideri El Niño o meno, può fare un’estate molto calda e asciutta così come fresca ed estremamente piovosa: questo dipenderà da tutt’altro. El Niño non avrà voce in capitolo».

Se negli ultimi anni abbiamo vissuto spesso e volentieri stagioni estive molto più calde della media, la colpa è stata del riscaldamento globale. Non è dato sapere cosa ci riserveranno, a livello locale, i mesi di luglio e agosto. Magari sarà un susseguirsi impennate termiche, come è accaduto più volte, o forse, dopo un mese di giugno molto più caldo della media, le anomalie si attenueranno. Come cantava Lucio Battisti, «lo scopriremo solo vivendo», ed è inutile fasciarsi la testa prima del tempo.

Un’altra raccomandazione: mai come in questi casi è importante consultare solo ed esclusivamente i dati delle stazioni meteorologiche. Lasciamo perdere i termometri installati in modo discutibile, con schermi solari inadeguati (o addirittura assenti), posizionati vicino all’asfalto, non tarati correttamente, e così via… basti pensare che, a Brescia, la temperatura non ha mai raggiunto i 40 gradi, nemmeno nella bollente estate del 2003, eppure molti sono convinti che ciò sia accaduto.

Se vogliamo avere dati attendibili, dobbiamo fare riferimento a osservatori rispettosi dei dettami dell’organizzazione meteorologica mondiale, altrimenti la corsa al valore più alto può portare a sovrastime clamorose (e totalmente prive di senso).

Per concludere, ribadiamo per l’ennesima volta che le parole sono importanti: prima di annunciare un’ondata di caldo record, bisogna accertarsi che le temperature abbiano raggiunto picchi senza precedenti. L’entità degli scarti dalla media, e la frequenza con cui determinate soglie sono state superate nelle serie storiche, ci permettono di inquadrare correttamente ogni fase calda, che può essere normale, anomala, eccezionale, o da record. Affermare che il caldo in estate è sempre normale è un insulto all’intelligenza. Sarebbe come dire che il freddo in inverno è sempre normale, anche di fronte a una temperatura di -20°C a Brescia.

Il meteoquiz

Prima di scoprire il nuovo meteoquiz, ecco la risposta al quesito di una settimana fa: le supercelle esistevano anche centinaia di anni fa, non rappresentano una novità. Ad essere aumentata è la frequenza degli eventi estremi, ma in pianura padana trombe d’aria, disastrose grandinate e supercelle temporalesche sono fenomeni documentati anche in epoche lontane.

A proposito di temporali, ecco il nuovo quiz.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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