«Caldo, com’è caldo questo sole» cantava Ornella Vanoni negli anni Sessanta quando le temperature, soprattutto notturne, non si avvicinavano nemmeno a quelle di questi ultimi anni. E di questi giorni da «bollino rosso».
Previsioni
L’anticiclone, infatti, domina stabilmente sul nostro Paese tanto che sono previste punte di 39 gradi fino a fine mese. E non si provi a dire che è estate e che in questo periodo fa caldo perché le temperature risulteranno superiori alla norma di ben 8-9°C, sia nei valori massimi diurni che in quelli minimi notturni. Di notte, infatti, la colonnina di mercurio non dovrebbe scendere al di sotto dei 25 gradi. E la Pianura Padana non fa eccezione: Meteopassione.it conferma che, nonostante «una fase calda non secca» che, quindi, non fa prevedere picchi termici record, «farà parecchio caldo».
Gli esperti bresciani aggiungono: «I valori di “humidex”, indice che mostra un valore che rapporta la temperatura con l’umidità, si spinge fino ad un valore prossimo ai 40. Questo combinato ad un valore termico che sarà compreso in pianura fra i 35 e i 37 gradi, valori previsti a partire da oggi, mostra una condizione di forte disagio». Ma una speranza di non stare chiusi in casa per buona parte del fine settimana c’è: «In montagna questa massa di caldo e umidità provocherà condizioni di instabilità pomeridiana con formazioni sparse temporalesche, probabilmente di breve durata. Saranno i classici temporali di calore, in grado di mitigare temporaneamente il caldo. Attualmente non ci sono indizi chiari sul cambio a condizioni di fresche. Potrebbe proprio essere il nuovo mese a portare refrigerio», ma è presto per dirlo.

Bollino rosso
La seconda ondata di caldo estremo, dopo quella di fine maggio, arriverà già oggi e riguarderà tutta Europa. Proprio oggi Brescia è stata inserita dal Ministero nella lista della città con il bollino rosso e cioè quei luoghi nei quali il caldo potrebbe avere effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui fragili come anziani, malati cronici e bambini molto piccoli. Le città dove l’allerta è massima sono Brescia, appunto, con Bologna, Firenze, Perugia e Torino. I bollini arancioni passano oggi da sette a otto (Trieste, Venezia e Verona, Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo); spariscono i bollini verdi (nessun rischio per la popolazione).
In passato
«Non sono certamente valori da record, ma si tratta di temperature lontanissime dalla normalità – scrive l’esperto di Meteopassione Riccardo Paroni –: nella seconda decade di giugno la media delle temperature massime, relativa al trentennio 1991-2020, è pari a +28,0°C. Se invece prendiamo in considerazione il periodo compreso fra il 1961 e il 1990, la media scende a +26,0°C. Un altro mondo rispetto ai valori di questi giorni. I record storici dovrebbero rimanere imbattuti, ma i conti si fanno alla fine».




